Trasporti
Firenze, la protesta solidale dei lavoratori dei musei: un giorno di paga devoluto al Meyer
Gli operatori degli Uffizi della coop Opera hanno sciperato, ma chi non ha potuto farlo ha destinato la giornata di lavoro all’ospedale pediatrico
FIRENZE. «Siamo sconcertati e delusi perché sembra chiaro che a nessuno dei soggetti interessati importi delle condizioni materiali di oltre duecento persone che rischiano il lavoro e il salario» con queste parole i lavoratori e le lavoratrici di Opera, insieme a Filcams Cgil, UilTucs e Rsu tornano, nuovamente, nel piazzale degli Uffizi per far sentire la loro voce. Il direttore uscente Eike Schmidt ha scritto alla commissione di garanzia per chiedere di «valutare l’eventuale illegittimità dello sciopero».
A seguito di questa dichiarazione, ieri mattina si è tenuto uno sciopero dei lavoratori che è durato mezza giornata. Da settimane va avanti la mobilitazione contro la nuova gara di concessione dei servizi che« non garantisce i livelli occupazionali e il mantenimento delle condizioni salariali di oltre 200 addetti che da vent’anni operano nel sistema museale degli Uffizi». È stato uno sciopero che ha visto molte adesioni e ha dato la possibilità, di comune accordo con le Rsu, ai lavoratori e alle lavoratrici impossibilitati a fare sciopero, perché impegnati a garantire le aperture, di partecipare donando una parte della giornata o l’intera giornata di lavoro all’ospedale pediatrico Meyer.
«Abbiamo chiuso la galleria degli Uffizi a causa del bando di gara che non ci tutela, scritto da una commissione interna presieduta da Eike Schmidt, sotto molti aspetti, tra cui quelli retributivi. Si rischia posti di lavoro e parte dei nostri stipendi. – continua Riccardo Pollastri, Rsu Opera – Non capiamo come mai in un museo che vanta 4 milioni e mezzo di visitatori in un anno non siano state create le condizioni per tenere in sicurezza lavoratori definiti essenziali». Molte le dichiarazioni di solidarietà per i lavori museali come quella del sindaco Dario Nardella: «Il governo deve impegnarsi a redistribuire l’enorme ricchezza generata dal turismo e dai visitatori dei musei statali, migliorando le condizioni lavorative delle 250 persone che vi prestano servizio».
Tra i sostenitori della causa anche il segretario regionale del Pd Emiliano Fossi ed è stata presentata anche una mozione in Regione. Ieri, al presidio, era presente anche l’assessora alla sicurezza del Comune di Firenze Benedetta Albanese. Le risposte da parte delle istituzioni sono state molte: «Non dimentichiamoci che il parlamentare Arturo Scotto del Pd ha preso come spunto la nostra storia per citarci nel dibattito sul decreto lavoro. Quindi si sta muovendo una parte della politica locale e nazionale» afferma Riccardo Pollastri. Si tratta di una vicenda che riguarda tutti i lavoratori degli appalti del sistema museale e che spesso vivono in condizioni di lavoro complesse: «Ci si mobilita per dire, una volta per tutte, che la ricchezza prodotta dal turismo museale deve andare anche nelle tasche dei lavoratori», affermano i sindacati.
«Quello che a oggi ci manca è la garanzia che chi si aggiudicherà la gestione dell’appalto, non solo mantenga tutti i livelli occupazionali ma che mantenga lo stesso valore», spiega Laura Zucchini UilTucs Toscana. Le Gallerie degli Uffizi hanno fatto sapere che «Il bando è in proroga da 20 anni e quindi non poteva essere ritardato ulteriormente. La clausola sociale garantisce il mantenimento dei posti di lavoro ed anzi le postazione da coprire aumentate consentono l’assunzione di ulteriore personale. Il bando è strutturato in modo tale da garantire e tutelare i lavoratori al massimo di quanto consentito dalla legge».
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