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Stadio Franchi, il restyling è a un crocevia: c’è anche l’ipotesi di un maxi mutuo

di Luca Gasperoni
Stadio Franchi, il restyling è a un crocevia: c’è anche l’ipotesi di un maxi mutuo

Già visionato l’impianto provvisorio di Cagliari per il progetto del Padovani. Anche nell’ottica di cementare la candidatura per Euro 2032, con la convocazione già a partire da luglio di un tavolo di lavoro tra esecutivo, club e Comuni

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FIRENZE. Aspettare nella speranza di un aiuto istituzionale o di una sentenza favorevole; andare avanti un pezzo per volta oppure indebitarsi, magari con un maxi-mutuo, pur di poter agire in autonomia? All’apice delle difficoltà per il restyling dello stadio Franchi, con l’ultima tegola della gara d’appalto andata deserta, Palazzo Vecchio si ritrova di fronte a un crocevia decisivo da sciogliere durante l’estate.

Davanti ci sono tre strade, con tante incognite e senza scorciatoie, per tentare di portare a compimento la riqualificazione dell’impianto viola. Superando i principali ostacoli all’orizzonte: la mancanza di quasi un terzo dei fondi per la riqualificazione, con i 55 milioni di euro (lievitati a 70 a causa dei rincari) bloccati dalla Commissione europea e l’obbligo di terminare entro il 2026 nonostante i rallentamenti burocratici così come le perplessità emergenti del mondo dei costruttori. Una doppia sfida da affrontare con il vento contro: da un lato i contrasti con il Governo, dall’altro gli attacchi di Iv, con Matteo Renzi che proprio questa mattina terrà una conferenza stampa sul tema a Palazzo Vecchio. 

La prima strada consiste nell’aspettare. Che cosa? Tanto per cominciare il verdetto della candidatura italiana agli Europei di calcio del 2032, atteso per il prossimo ottobre, che prevede per le 10 città ospitanti, tra cui Firenze, investimenti per rigenerare gli impianti. Un’occasione irripetibile per agganciare il Franchi al processo di riqualificazione degli stadi, trovando le risorse mancanti. Altrimenti aspettare il ricorso al Tar contro il definanziamento del Governo che sarà depositato da Palazzo Vecchio nei prossimi giorni: qualora venisse accolto, infatti, il Comune potrebbe ricevere, oltre ai danni richiesti, anche dei fondi alternativi per completare il restyling. Infine, ultima opzione, confidare nell’intervento del Governo che ieri, con il ministro dello Sport, Andrea Abodi, si è detto disponibile ad andare incontro alle esigenze fiorentine, magari scovando una nuova linea di finanziamento. Anche nell’ottica di cementare la candidatura per Euro 2032, con la convocazione già a partire da luglio di un tavolo di lavoro tra esecutivo, club e Comuni.

La seconda strada prevede invece un percorso a tappe: completare il restyling un pezzo per volta, in linea con i fondi a disposizione (130-140 milioni di euro) così come accaduto per il teatro del Maggio. Tagliando, allo stesso tempo, alcuni costi, con l’obiettivo di centrare solo le principali priorità: la ristrutturazione e soprattutto la copertura dell’impianto.

Infine, terzo e ultimo percorso: rischiare tutto. In sostanza scovare una parte delle risorse mancanti nel bilancio comunale e coprire il resto indebitandosi, magari con un maximutuo cinquantennale, altrimenti rincorrendo potenziali sponsor. Naturale interlocutore sarebbe la Fiorentina che però finora si è tenuta ben lontana dall’ipotesi di un possibile coinvolgimento. Un tridente di scelte che tormenta Palazzo Vecchio, ma non rallenta l’avanzamento del lavoro per il trasferimento della Viola all’impianto Padovani del rugby per le stagioni, 2024-2025 e 2025-2026. Una delegazione guidata dal direttore generale, Giacomo Parenti, composta da tecnici comunali e progettisti dello studio Arup è stata a Cagliari per un sopralluogo allo stadio provvisorio Unipol Domus, utilizzato dal 2017 in attesa della costruzione del nuovo impianto. Un sopralluogo finalizzato a raccogliere elementi utili per l’ampliamento del Padovani che costerà 10 milioni di euro e già da ottobre sarà al centro di un progetto di prefattibilità, in attesa della gara per l’appalto integrato.

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