Il Tirreno

Firenze

La conferma

La ristruttrazione del Franchi finisce al Tar: il Comune presenta il ricorso

di Francesca Bandinelli
La ristruttrazione del Franchi finisce al Tar: il Comune presenta il ricorso

Il progetto è stato definanziato, fa sapere Palazzo Vecchio, ma senza alcuna motivazione. Nessuna porta chiusa all'esecutivo Meloni per una collaborazione istituzionale

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Il ricorso al Tar del Lazio contro lo Stato per il definanziamento delle risorse dei Piani urbani integrati (55 milioni sui 200 totali) relativo al restyling dello stadio Franchi, con richiesta danni e ripristino del finanziamento, è stato depositato due giorni fa, giovedì 29 giugno. Dalle parole, il Comune di Firenze è passato ai fatti. Nelle argomentazioni si fa riferimento al fatto che «la proposta di intervento è stata dichiarata ammissibile dal Ministero dell’Interno che non ha posto alcun rilievo» e si spiega pure che «a fine marzo 2023, il direttore centrale del Viminale scriveva una nota all’unità di missione del Pnrr, inviata anche al Comune di Firenze, per evidenziare che l’intervento non presentava criticità rispetto alle condizioni del finanziamento».  Ma non è tutto, perché, come fatto sapere da Palazzo Vecchio, non sono mai state chiuse le porte all’esecutivo Meloni per intavolare una collaborazione istituzionale: in buona sostanza, se dovessero arrivare proposte concrete e fattibili, nell’interesse della città, che non portino alla chiusura e all’abbandono dello stadio, queste saranno prese in seria considerazione. Se non una risposta alle parole del senatore di Italia Viva Matteo Renzi, poco ci manca.  

Il ricorso è stato argomentato mostrando più facce della stessa medaglia, sia nella forma che nella sostanza. Non c’è stata, si precisa, alcuna «richiesta formale di chiarimenti inviata dalla Commissione europea» al Comune di Firenze, così come non c’è stata «nessuna richiesta formale avanzata dal ministero». Ma non è tutto: i «10 milioni di euro anticipati per l’intero progetto di riqualificazione, come è possibile fermare il procedimento? Chi paga per le spese già sostenute? A chi sarà imputato l’eventuale danno erariale?».

Le carte parlano chiaro: «Il ministero, come fatto sapere dal Comune, ha deciso di definanziare il progetto dello stadio per ben 55 milioni di euro a valere su risorse Pnrr, senza motivazione alcuna e trincerandosi dietro non conoscibili “osservazioni” della Commissione europea e paventando un “pregiudizio concreto” alla tutela degli interessi pubblici inerenti alle relazioni internazionali e alla politica e stabilità finanziaria ed economica dello Stato. È evidente che il definanziamento disposto dal ministero, intervenuto in una fase già avanzata dei procedimenti attivati per la realizzazione dell'intervento di riqualificazione, ha prodotto, fra gli altri, un effetto pregiudizievole in ordine all'esito della procedura di affidamento dei lavori, obbligando l'ente a attivarsi per predisporre un'ulteriore procedura di gara».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa