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Kata, scomparsa a Firenze: perquisito il garage di due fratelli italiani. I genitori della bambina ascoltati per ore
I locali sarebbero adiacenti al cortile dell’ex Astor sarebbero stati usati per tenere nascosta la piccola. I proprietari non sono indagati dalla procura. L’avvocato della famiglia: «Hanno fornito anche alcuni particolari nella speranza che possano essere proficui»
Nuove perquisizioni sono scattate questa mattina nell'ambito della ricerca di Mia Kataleya Chiclio Alvarez, la bimba peruviana di 5 anni scomparsa dal 10 giugno dal cortile dell'ex hotel Astor in via Maragliano, dove viveva con la famiglia. Su mandato del procuratore aggiunto Luca Tescaroli, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia, e del pubblico ministero Christine Von Borries, sono in corso le perquisizioni anche in alcuni locali vicini all'ex albergo, compresi i garage di un palazzo. Secondo quanto si è appreso, gli investigatori dei carabinieri sarebbero impegnati anche nella perquisizione dei locali di una ditta adiacente al cortile dell'ex Astor, che risulterebbe gestita da due fratelli italiani, dove potrebbe essere stata nascosta per alcune ore la piccola Kata dopo il possibile rapimento. I due fratelli sarebbero stati perquisiti come terzi non indagati dalla procura.
Ascoltati di nuovo i genitori di Kata
Miguel Angel Ramon Chiclio Romero e Kathrina Alvarez, genitori di Kata, sono stati sentiti nuovamente oggi dagli investigatori dell'Arma dei carabinieri e dai pubblici ministeri che conducono le indagini. Sono stati il padre e la madre della piccola Mia Kataleya Chiclio Alvarez a chiedere di essere nuovamente ascoltati al fine di poter fornire elementi utili alle ricerche. Questa mattina, pertanto, intorno alle ore 9.30, i genitori si sono recati presso la caserma del comando dei carabinieri di Firenze, dove sono stati ascoltati a più riprese fino al pomeriggio inoltrato. Alcune fasi delle loro testimonianze sono state ascoltate anche dai pm Luca Tescaroli, Christine Von Borries e Giuseppe Ledda. Miguel Angel Ramon Chiclio Romero e Kathrina Alvarez sono stati accompagnati dagli avvocati Filippo Zanasi e Sharon Matteoni; con loro anche Luciano Garofano, generale dei carabinieri in congedo e in precedenza comandante del Ris a Parma, che è stato nominato consulente della famiglia. «I genitori hanno chiesto di essere sentiti nuovamente - ha detto l'avvocato Sharon Matteoni - al fine di poter chiarire alcuni elementi che ritengono possano essere importanti per lo sviluppo delle indagini. Hanno fornito anche alcuni particolari nella speranza che possano essere proficui». Nel frattempo, gli investigatori avrebbero messo a confronto il loro racconto con dettagli emersi durante le operazioni di indagine.
Nordio: «Il rapimento della bambina non è riconducibile alla permanenza all’ex Astor»
Sulla sparizione di Mia Kataleya Alvarez Chicllo «allo stato, secondo quanto rappresentato dalla locale Procura, non sussistono elementi idonei a ritenere che il rapimento della minore possa essere in qualche modo ricondotto alla sua permanenza all'interno dell'immobile occupato». A dirlo è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rispondendo in Senato a una interrogazione del senatore di Azione-Italia viva Ivan Scalfarotto. Kataleya, la bimba peruviana di cinque anni, è scomparsa lo scorso 10 giugno mentre si trovava nell'ex hotel Astor a Firenze. Il ministro, in fase di risposta, si limita alla ricostruzione della vicenda e in ragione dell'indagine in corso precisa: «A questo punto mi devo fermare perché il rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura impone una doverosa astensione».
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