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Firenze, restyling dello stadio Franchi: il bando di gara è andato deserto

di Francesca Bandinelli
Firenze, restyling dello stadio Franchi: il bando di gara è andato deserto

Il Comune attiva una nuova procedura per rispettare i tempi. Palazzo Vecchio farà ricorso al Tar contro lo Stato per i fondi dei Piani Urbani Integrati

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FIRENZE. Nessuna offerta per i lavori allo stadio Artemio Franchi di Firenze: il bando di gara è andato deserto. Alle 13 di oggi, mercoledì 28 giugno, è scaduto il termine per la presentazione delle offerte nell’ambito della procedura ristretta per appalto integrato per progettazione esecutiva e realizzazione lavori all’impianto comunale. «La gara deserta era una delle opzioni che il Comune aveva considerato e alla quale l’amministrazione era preparata – si legge nella nota diffusa dal Comune -. Si va avanti con una diversa procedura senza perdere tempo. La nuova road map prevede appalto di lavori su progetto esecutivo. Con la procedura ristretta i progettisti della ditta vincitrice avrebbero dovuto fare in tre mesi dalla aggiudicazione (prevista il 30 luglio) il progetto esecutivo, e quindi entro il 30 ottobre, per iniziare i lavori a fine dicembre. Con la nuova procedura il Comune incaricherà Arup di redigere la progettazione esecutiva in meno tempo per poi effettuare una nuova gara sulla base del progetto esecutivo, da chiudere entro il 15 novembre, e fissare l’inizio lavori a fine dicembre».

Non si ferma, nel frattempo, il progetto per la realizzazione dell’impianto provvisorio all’attuale stadio del rugby, il Padovani. L’intervento sarà inserito in bilancio con gli equilibri a luglio e quindi si procederà con appalto integrato su progetto di fattibilità, con prefattibilità a ottobre. Ma cosa può aver influito sull’assenza di offerte? «La vicenda non chiara del definanziamento sulla quota Pnrr del progetto ha indotto incertezze sulle modalità di realizzazione dell’opera – fa sapere Palazzo Vecchio -. Il Comune di Firenze presenterà ricorso al TAR contro lo Stato, con richiesta dei danni oltre al ripristino del finanziamento che era stato accordato formalmente nell’ambito dei Piani Urbani Integrati e sul cui definanziamento né la Commissione Europea né il governo hanno fornito motivazioni formali e indicazioni circostanziate, e non c’è stata risposta alla procedura di accesso agli atti attivata dal Comune».

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