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Firenze, Rolando Scarpellini di nuovo nei guai

Firenze, Rolando Scarpellini di nuovo nei guai

L’ex calciante dell’Isolotto rintracciato dai carabinieri dopo ore di ricerche. La compagna, ferita con un coltello, è riuscita a fuggire e a dare l’allarme. Secca smentita da parte dei legali dell’uomo: “Il litigio è stato ingigantito”.

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FIRENZE. Ancora Rolando Scarpellini. Questa volta l’ex calciante fiorentino, 53 anni, noto alle cronache per gli episodi violenti di cui si è reso protagonista nel corso degli anni, ha aggredito la compagna. È accaduto ieri pomeriggio, intorno alle 15,20, in via Canova all’Isolotto nei pressi del parco di Villa Vogel. Il cinquantatreenne si è dato alla fuga subito dopo il fatto, ma è stato rintracciato dopo alcune ore da parte dei carabinieri.

In base alla ricostruzione dei militari, avrebbe accoltellato la compagna a una mano durante una lite, ferendola per fortuna in modo non grave. La donna, soccorsa dai sanitari del 118, è stata medicata sul posto e portata in ambulanza al pronto soccorso del vicino ospedale di Torregalli. Una fasciatura, e nessun punto di sutura. Ma sarebbe potuta finire molto peggio. Quando l’uomo ha estratto il coltello e le si è avventato addosso lei è riuscita a scappare. Ha trovato rifugio in uno scuolabus, che per fortuna in quel momento era vuoto. L’autista ha dato l’allarme al 112, facendo scattare l’intervento dei carabinieri. Nel dicembre del 2018 l’ex calciante ha patteggiato una pena a 3 anni e due mesi di reclusione con le accuse di porto e detenzione illecita di armi, ricettazione, esplosioni pericolose e minacce aggravate, per aver minacciato, ad agosto, una collega di lavoro della compagna puntandole una pistola al volto, in un bar dell’Isolotto. Lasciò un messaggio vocale rimasto celebre. «Oh ora vo a casa tua e sparo in tutti i posti se non mi rispondi. C’ho la polizia mi bracca da tutte le parti, tanto mòio stasera, ma l’ammazzo anch’io eh. Allora rispondi perché io ti amo...».

Nel marzo del 2021, rientrato a casa per una licenza straordinaria, si è reso responsabile di due episodi violenti nel giro di un mese. Nel dettaglio, ha minacciato una coppia che stava rientrando a casa davanti a un bar, sempre vicino a casa sua all’Isolotto, colpendo con un caso e danneggiando la vetrata di un portone condominiale. Poi pochi giorni dopo ha aggredito un cittadino africano fuori da un ufficio postale in via Torcicoda. Nel 1999 era finito in carcere per un’accusa di tentato omicidio. Poi è stato coinvolto in un’inchiesta per traffico di droga gestito da un ex collaboratore di giustizia calabrese che, secondo le accuse dell’epoca, aveva organizzato una rete di corrieri e fornitori albanesi, marocchini e anche qualche italiano. Nell’inchiesta, all’epoca coordinata dal pm Luigi Bocciolini, finirono numerosi buttafuori e calcianti, tra cui appunto Scarpellini. Il cinquantatreenne ha smesso di giocare definitivamente al calcio storico nel 2016, a seguito di una squalifica.

Secondo quanto fatto sapere dai legali di fiducia dello Scarpellini, gli avvocati Massimiliano Manzo e Irene Mercuri, i fatti si sarebbero svolti diversamente. “Lo Scarpellini non ha accoltellato la compagna e non è fuggito. Non è stato rintracciato dai carabinieri né tantomeno è stato arrestato. Si tratta di un litigio con la compagna che è stato ingigantito. Lo Scarpellini si è volontariamente e personalmente recato nella stazione dei Carabinieri di Legnaia per spiegare quanto avvenuto, al fine di evitare quanto avvenuto, ovvero una strumentalizzazione di una discussione nemmeno lontanamente vicina a come è stata descritta”.

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di Redazione web