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Firenze, auto come ariete per la spaccata in gioielleria: rubati orologi e gioielli per 100mila euro

di Matteo Leoni

	La vetrina della gioielleria sfondata
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La vetrina della gioielleria sfondata

In viale Giannotti, i banditi hanno agito con i guanti per non lasciare impronte digitali

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FIRENZE. Un colpo da professionisti, durato pochi minuti e che ha fruttato un bottino il cui valore si aggira intorno ai 100mila euro. La banda, perché sicuramente si tratta di un commando formato da più di una persona, è entrata in azione ieri mattina poco prima delle quattro. Obiettivo, l’oreficeria Romoli di viale Giannotti, specializzata in orologi di lusso. La vetrata è stata sfondata con un’auto, poi i ladri hanno arraffato tutti gli orologi e i gioielli in oro e pietre preziose che si trovavano negli espositori, quindi sono fuggiti. Sul caso indaga la polizia, intervenuta poco dopo il fatto, verso le quattro del mattino. I primi ad arrivare sono stati gli agenti della squadra volante, diretta da Antonio Nori. Poi è stata la volta degli specialisti della polizia scientifica. A effettuare le indagini successive sul caso saranno invece gli investigatori della squadra mobile, diretta da Roberto Di Benedetto.

Il commando ha agito utilizzando una Fiat Panda risultata rubata il giorno prima. Il proprietario non si era ancora accorto del furto. La vettura è stata usata come ariete, per sventrare l’inferriata posta a protezione dell’ingresso e mandare in frantumi la vetrina. Una volta dentro i malviventi sapevano di non avere molto tempo. L’antifurto del negozio e il boato dovuto alla vetrina sfondata hanno attirato in poco tempo l’attenzione dei residenti. I ladri hanno dovuto fare in fretta, quanto è bastato per portare via tutti gli orologi e i monili esposti. Valore complessivo, circa 100mila euro. Ma la cifra sarebbe stata molto più alta se i banditi avessero avuto il tempo di tentare di aprire la cassaforte, rimasta intonsa. Dai primi rilievi della scientifica, i componenti del commando avrebbero indossato dei guanti, in modo da non lasciare impronte digitali sul luogo del furto. Dopo aver abbandonato sul posto la Panda rubata devono essere scappati a bordo di un’auto guidata da un complice. Un vettura, come accade spesso in questi casi, magari presa a noleggio sotto falso nome. Proprio per questo motivo non sarebbe escluso che possa trattarsi di pendolari del furto, in arrivo da altre parti d’Italia. Le prime risposte potrebbero arrivare dall’esame delle telecamere della zona, per ricostruire cosa è accaduto sia prima che dopo il colpo.



 

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