Sicurezza
Bambina scomparsa a Firenze, un sequestro pianificato da criminali professionisti
Il giallo di Kata: i motivi che fanno pensare che i rapitori potrebbero esterni all’ex Astor
FIRENZE. Passano i giorni, oggi sono quindici dalla scomparsa, e della piccola Kata ancora nessuna traccia. La bimba di 5 anni è come svanita nel nulla, inghiottita nei gironi dell’ex hotel Astor, l’edificio occupato dove viveva con la madre. Ormai è certo che si sia trattato di un rapimento. Un lavoro “pulito”, da professionisti, magari messo in atto da una mano esterna all’ambiente dell’Astor, da un commando di uno spessore criminale che difficilmente si potrebbe trovare tra gli ex occupanti dell’edificio.
I sopralluoghi nello stabile dei carabinieri del Ros e del Gis non hanno dato i frutti sperati, così come la visione dei filmati delle telecamere, che saranno nuovamente esaminati con moderni software a disposizione dell’unità telematica dell’Arma. In questo quadro gli inquirenti prendono in considerazione ogni ipotesi. Compresa, appunto, quella di un sequestro messo a segno da personaggi non collegati con l’occupazione. «È stato un sequestro pianificato» ha detto il generale Luciano Garofano, consulente della famiglia. Pianificato ma anche studiato in ogni dettaglio per non lasciare alcun vantaggio agli inquirenti. Niente sarebbe stato lasciato al caso. Insomma un lavoro da professionisti.
Adesso gli investigatori lavorano anche su questo fronte, anche se, come precisano fonti vicine agli inquirenti, per ora l’ipotesi centrale resta quella del sequestro a scopo di estorsione. Dunque un rapimento legato a questioni che coinvolgerebbero la famiglia della piccola e che probabilmente sarebbero legate alle dinamiche conflittuali interne all’ex hotel, dove al momento della scomparsa di Kata sarebbe stata in atto una guerra per il controllo del racket degli affitti delle camere. Non a caso si continua a puntare la lente sugli ex occupanti dell’Astor. Anche ieri, a Firenze giorno festivo per la festa del patrono, gli inquirenti non si sono fermati e hanno sentito in procura alcuni ex occupanti come persone informate sui fatti.
Pure l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, ha parlato di Kata nella sua omelia: «Kata in questi giorni è al centro dei nostri cuori, con la speranza di poterla presto riabbracciare e riportare ai suoi genitori».
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