Il Tirreno

Firenze

Bambina scomparsa Firenze
Le indagini

Bambina scomparsa a Firenze, la Procura fa il censimento di tutti i presenti nell’ex Astor

di Paolo Nencioni
Bambina scomparsa a Firenze, la Procura fa il censimento di tutti i presenti nell’ex Astor

Si cerca di capire se qualcuno è andato via dopo la sparizione di Kata. Le telecamere: sarà allargato il raggio di azione alle vie limitrofe all’albergo

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Nulla sarà lasciato al caso nel tentativo di ritrovare Mia Kataleya Alvarez, la bambina peruviana che manca ormai da 13 giorni, ma le indagini dei carabinieri e della magistratura, che erano partite con grande slancio domenica 11, il giorno successivo alla sparizione di Kata, si sono trasformate in una guerra di trincea, per la quale servono uomini, tenacia, ma soprattutto grande pazienza.

Ormai è chiaro che Kataleya non va più cercata nel dedalo di stanze dell’ex Hotel Astor di via Maragliano, e nemmeno nei pozzetti, ispezionati dalle sonde con la fibra ottica lo scorso fine settimana, ma è anche chiaro che non si potranno guardare tutte le immagini registrate dalle 1.400 telecamere cittadine nelle ore immediatamente successive alla sparizione. L’idea delle telecamere è emersa mercoledì al termine di un vertice in Procura, ma al momento non va intesa come un esame a tappeto delle immagini, per diversi e comprensibili motivi.


Il primo è che i programmi informatici di riconoscimento facciale esistono, ma funzionano abbastanza bene quando si tratta di comparare immagini statiche e ben definite. Si confronta l’immagine che interessa con le altre che sono presenti nelle banche dati. Quando invece si tratta di immagini in movimento, inevitabilmente sfuocate e non ben definite, l’esame è molto più difficile, se non impossibile.

L’alternativa è fare tutto a mano, un lavoro immane per il quale non ci sono le risorse umane e di tempo.


Allora l’idea delle telecamere, come è stato spiegato ieri in Procura, va intesa come un progressivo allargamento del raggio d’azione dal quadrilatero compreso tra via Maragliano, via Boccherini, via Monteverdi e via Veracini verso le strade limitrofe. C’è anche un’altra ragione per acquisire i file video delle telecamere ed è per il futuro. Mettere al sicuro i master custoditi al comando della polizia municipale consentirà di non farli sovrascrivere e questo potrebbe essere utile in un secondo momento quando dovessero emergere altri elementi di indagine e si dovrà controllare una certa via a una certa ora.

A proposito di telecamere, le immagini riprese in via Maragliano non sembrano aver registrato tracce del passaggio di Kata nella serata di sabato 10. Lì c’era l’ingresso principale dell’albergo, ma gli inquirenti non pensano che Kata possa essere uscita su quella strada, anche perché la hall nel frattempo era stata trasformata nel rifugio di un rumeno con qualche problema e il locale era anche difficilmente accessibile.

Al di là delle telecamere, il lavoro certosino in cui sono impegnati gli investigatori in questi giorni consiste nel fare una sorta di censimento di chi era presente nell’Astor al momento della scomparsa della bambina e di chi c’era quando è stato fatto lo sgombero, una settimana dopo. Un lavoro ingrato perché è estremamente complicato arrivare a dati certi. Basti pensare che quando è stato fatto lo sgombero nel comunicato ufficiale della Procura si parlava di 54 persone, tra cui 19 minori. In realtà dall’Astor sono poi venuti fuori più di 130 occupanti abusivi. Al momento, rispetto a chi era presente il giorno della scomparsa, ufficialmente non manca nessuno all’appello, ma forse è solo un pio desiderio. Non si può escludere che qualcuno si sia allontanato subito dopo la sparizione di Kata (e chi si è allontanato andrà tenuto ovviamente sotto controllo). I sostituti Christine Von Borries e Giuseppe Ledda, con l’aggiunto Luca Tescaroli, continueranno ad ascoltare decine di persone, sia gli occupanti dell’ex Astor (ora in gran parte a Sorgane), sia gli inquilini dei palazzi vicini. La speranza è l’ultima a morire. l

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato