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Al Forte Belvedere le opere di Nico Vascellari. E grazie all'imprenditrice-influencer la mostra è gratis – Foto

di Sabrina Carollo
Al Forte Belvedere le opere di Nico Vascellari. E grazie all'imprenditrice-influencer la mostra è gratis – Foto

Firenze, viaggio esistenziale tra uomo e animali. Cristina Fogazzi, sui social "estetistacinica", ha dato un generoso contributo che ha reso possibile l'ingresso gratuito al pubblico

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Un viaggio dantesco, e quindi esistenziale. “Melma”, la titanica esposizione di Nico Vascellari al forte di Belvedere, aperta da oggi all’8 ottobre, è un percorso straniante e apocalittico in cui tutto è metafora e polisemanticismo. Costruita con precisione quasi matematica nella sua corrispondenza tra spazi espositivi e contenuti, la mostra è un’ascesa estetica ed emotiva che parte dagli aspetti più primigeni e ancestrali della vita per raggiungere quelli filosofici, speculativi, mistici.

Si parte dagli ambienti inferiori o chiusi, come le cannoniere e il piano terra della palazzina dove si viene aggrediti dai suoni quasi disturbanti, che accompagnano tre differenti video dall’impatto viscerale: il lavoro “Visita interiora terrae” mostra l’artista che viene addormentato e così trasportato, appeso con un cavo a un elicottero, sopra cime di montagne e attraverso cumuli di nubi: «Sono partito da due suggestioni: da un lato i salvataggi dei grandi mammiferi, che vengono addormentati prima di essere sollevati, e dal volo di una statua di Cristo nella “Dolce vita” di Fellini, dall’altro il dipinto di Caspar David Friedrich “Il viandante sul mare di nebbia”: lì però l’uomo guarda al paesaggio con orgoglio, mentre io volevo sorvolarlo in modo non cosciente, in abbandono», spiega Vascellari.

Infinite le eco che scatena: dal contrasto tra l’ambiente chiuso e lo spazio aperto, tra la verticalità delle immagini e l’orizzontalità delle sculture collocate nelle sale adiacenti, all’evocazione di tematiche ambientaliste, al ruolo dell’umanità e dell’arte nella prospettiva planetaria, elementi del resto ricorrenti in tutta la mostra, anche se declinati con modalità e tensioni differenti.

Il secondo passaggio è nel giardino, dove sono disseminate nove grandi sculture in alluminio che riproducono una cosmogonia di animali “therimeccanici”, più che theriantropi, le cui viscere sono state sostituite da motori: una sorta di nuova mitologia che affonda le radici nella dinamica tra uomo e animale in relazione all’energia, alla potenza: «Nella storia dell’umanità prima il lavoro dell’uomo è stato sostituito dalla forza animale, poi quello animale è stato sostituito da quella meccanica, che ancora adesso viene definita come Horse Power, da cui il titolo della serie di opere», commenta l’artista.

Infine, ai piani superiori della palazzina, si dispiega l’immaginario più delicato e poetico di Vascellari, in cui si sublimano le tematiche legate al mistero e alle sfere celesti: qui la distanza tra umano e animale si stempera in una relazione più astratta, come nei grandi pannelli in cui gli elementi costitutivi di nidi di uccello vengono dissezionati e ordinati in sequenza , gli animali diventano simbolo di eternità e cambiamento, come nel ciclo degli uroboro, e la plastica strumento per costruire fiori. È la dimensione in cui leggenda e stregoneria, misteri e devianze morfologiche creano un ponte tra uomo e natura. Fino alla grande “Falena”, una enorme forma circolare composta da falci dorate , allestita sulla facciata della palazzina, ancora una volta giocata tra due estremi, l’animale notturno e la luce. Molte le opere realizzate apposta per l’esposizione, che emoziona scatenando reazioni molteplici, anche scomode: Vascellari è il poeta della complessità, capace di lavorare su una gamma molto ampia di strumenti espressivi.

«Melma è lo strato primordiale e più informe della natura, quel misto di terra e acqua da cui è sorta la vita all’inizio dei tempi, da cui anche noi discendiamo», spiega Sergio Risaliti, direttore del museo Novecento e curatore del progetto. «L’uomo è melmoso eppure vive in lui qualcosa di angelico. Siamo melma e soffio». La seconda parte dell’esposizione si celebrerà a ottobre, quando piazza della Signoria, Palazzo Vecchio e il Novecento ospiteranno una serie di opere site specific di Vascellari. Nel salone dei Cinquecento l’artista sarà impegnato in una performance non anticipabile: «È importante vederla senza nessuna chiave di lettura possibile, vivendola come un’esperienza». L’ingresso gratuito alla mostra è stato possibile grazie al generoso contributo di Cristina Fogazzi, meglio nota sui social come l’estetista cinica: su Instagram ha un milione di follower.
 

(servizio fotografico di Massimo Sestini)

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