Sicurezza
Bambina scomparsa a Firenze, l’analisi-bis delle telecamere ultima speranza per trovare Kata
Un pool specializzato di carabinieri passerà nuovamente al setaccio tutti i video. Ma per ora nessun indizio, neppure dall’occhio elettronico che non era stato censito
FIRENZE. Quarantott’ore per rigirare come un calzino l’ex hotel Astor. Alla fine del sopralluogo dei carabinieri del Gis e del Ros restano alcuni spunti investigativi, ma nessuna certezza. Le ultime speranze per ritrovare la piccola Kataleya Alvarez, la bimba di 5 anni scomparsa dall’edificio occupato il 10 giugno scorso, sono riposte nelle telecamere. Un pool specializzato di militari, dotati di strumentazioni tecnologiche all’avanguardia, in queste ore sta esaminando di nuovo tutti i video ripresi dagli occhi elettronici della zona, a caccia di indizi. La svolta sperata non sarebbe arrivata neppure dalle immagini riprese dall’ultima telecamera acquisita, che non era stata censita in un primo momento. Quella dell’azienda di un cartongessista che affaccia su via Monteverdi: anche in questo caso l’esame dei filmati registrati è ancora in corso, ma ad ora non sarebbe emerso nulla. Nessuna traccia, neanche un piccolo indizio, della bambina e il trascorrere del tempo non fa ben sperare. Le indagini continuano, anche l’ascolto di testimoni. Oggi in procura è prevista una riunione tra i pm e gli investigatori.
Il sopralluogo
Lunedì scorso si è tenuta la seconda giornata di ispezione nell’ex hotel Astor in via Maragliano, dopo lo sgombero degli oltre cento occupanti abusivi di sabato. È stata effettuata una disamina del piano terra e del seminterrato. Si è provveduto anche allo svuotamento delle fosse biologiche sia dell’Astor che del condominio adiacente, grazie all’utilizzo di due camion per gli spurghi. Le fosse biologiche sono state poi controllate mediante apparecchiature specifiche, come sonde e videocamere. Ma nulla: «L’attività nel suo complesso non ha fatto emergere nessun dato risolutivo – si legge in una nota ufficiale – gli indizi raccolti sono al vaglio degli inquirenti, anche per apprezzarne la pertinenza rispetto alle indagini». Ieri pomeriggio, dopo l’ok dalla procura, anche l’ex comandante del Ris di Parma, il generale Garofano, ingaggiato dalla famiglia di Kata, ha fatto un sopralluogo all’Astor. Un puzzle a cui mancano dei tasselli importanti, un mistero che si infittisce sempre di più con il passare delle ore con domande a cui non si riesce ancora a dare risposta. Cerchiamo di fare ordine.
La scomparsa
L’ultima immagine di Kata risale alle ore 15,01 del 10 giugno. Alcune telecamere della zona la riprendono uscire con un gruppetto di amici, tra cui anche il fratellino più grande, dall’Astor per poi rientrare pochi secondi dopo da sola, sempre dal cancelletto di ingresso pedonale. La mamma era a lavoro e la piccola era stata affidata allo zio, Abel: «La guardavo dalla finestra – dichiara – poi sono rientrato pochi secondi. Tornato alla finestra non c’era più». Altre telecamere la inquadrano salire le scale esterne della struttura, forse fino al secondo piano. Poi il buio totale. Com’è possibile che nessuno la veda uscire, neanche le telecamere? Per questo le indagini di questi giorni si sono concentrate all’interno della struttura e nel cortile adiacente: si cercava un corpo, con la convinzione che Kata non fosse mai uscita da lì. Ma, alla luce di tutte le ricerche effettuate, ora la certezza è che la bambina non sia dentro l’Astor e che quindi «sia stata portata via», come ha affermato il generale Garofano.
Le ricerche
La mamma di Kata, Kathrina Alvarez, presenta denuncia di scomparsa solo nella serata del 10 giugno, intorno alle ore 20. Rientrata a casa dal lavoro, intorno alle 15,30, non aveva trovato la figlia. C’è un buco di almeno quattro ore, forse troppe quando si tratta della sparizione di una bambina così piccola. Come mai ha aspettato così tanto? Il dubbio è che, in quelle ore, possa aver prima cercato di avere un contatto diretto con i rapitori, in quanto agli inquirenti farà anche i nomi di alcuni suoi sospetti. L’indagine per abbandono di minore diventa, a quel punto, un sequestro di persona a scopo estorsivo.
Il movente
Per quale motivo Kata è stata sequestrata? Al momento nulla viene escluso e tutte le piste restano aperte. Dal rapimento per una vendetta legata al racket degli affitti abusivi all’interno dell’edificio occupato fino allo scambio di persona. Ieri i legali dei genitori, avvocati Filippo Zanasi e Sharon Matteoni, hanno precisato che né loro né il loro assistito «hanno mai riferito o rappresentato che la predetta minore sia stata oggetto di uno scambio di persona». Questo scenario tuttavia resta al vaglio.
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