Il Tirreno

Firenze

Dopo lo sgombero

Dall’inferno al paradiso: i peruviani dell’ex Astor di Firenze sono quasi tutti a Sorgane

di Paolo Nencioni
Dall’inferno al paradiso: i peruviani dell’ex Astor di Firenze sono quasi tutti a Sorgane

Prima accoglienza in Foresteria, si valuterà caso per caso

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FIRENZE. Da San Jacopino a Sorgane, dall’ex albergo Astor alla Foresteria Pertini. Sono quasi tutte qui, nei locali sul retro degli uffici del Quartiere 3, le famiglie peruviane sloggiate dall’hotel di via Maragliano al termine dello sgombero eseguito dalle forze dell’ordine nella giornata di sabato. Gli operatori della Fondazione Caritas che gestiscono la foresteria in convenzione col Comune dicono che al momento sono ospitati qui quasi 70 dei 110 ex ospiti (su oltre 130) ricollocati dai Servizi sociali dopo lo sgombero. Sono in maggioranza famiglie con bambini, tutte di nazionalità peruviana perché si è deciso di tenere separati i sudamericani dai rumeni, visto che tra le due comunità, come si è capito nel corso delle indagini sulla sparizione della piccola Kataleya, non corre buon sangue.

Messa a paragone con l’ex Astor, la Foresteria è un’oasi di tranquillità. Di fatto le famiglie peruviane ora sono a carico della comunità, hanno un tetto sicuro e pasti regolari forniti dal Comune. Dentro la Foresteria non c’è alcol ma non lontano c’è un supermercato.

L’impatto dell’arrivo degli ex occupanti abusivi dell’Astor sul quartiere di Sorgane non si è ancora visto, alcuni tra i residenti non se ne sono nemmeno accorti perché in questa domenica di giugno i peruviani non si vedono nemmeno in giro, ma qualcuno ha già cominciato a storcere la bocca. Quasi inevitabile che scatti la solita sindrome di Nimby (Not in my back yard, non nel mio cortile) anche se qui dovrebbero esserci abituati perché la Foresteria Pertini viene utilizzata regolarmente dal Comune per affrontare il problema dei senza tetto e le emergenze improvvise, l’ultima delle quali è stata quella dei profughi ucraini in fuga dalla guerra. D’inverno non sono pochi i clochard che trovano rifugio nella struttura di via Tagliamento ma ora la Foresteria era vuota e il Comune ha colto l’occasione per risolvere un problema che stava diventando scottante.

L’assessora al Welfare Sara Funaro ha spiegato che alla Foresteria viene fatta la prima accoglienza, poi si valuterà caso per caso, tra coloro che hanno una richiesta d’asilo, quelli che hanno risorse proprie e possono pagarsi un affitto e chi invece è un soggetto fragile e sarà inserito in un percorso più strutturato.

Stando agli operatori, i peruviani arrivati dall’Astor sono sembrati abbastanza contenti della nuova sistemazione, mentre dall’esterno non sono arrivate per ora proteste plateali. «Vedremo – commenta uno dei residenti del palazzone che sta dall’altra parte della strada – Un tempo quella era una foresteria per gli studenti, ma ora i ragazzi hanno i soldi in tasca e vogliono stare in centro, non vogliono certo stare a Sorgane. Poi la sera vanno a bere in Santo Spirito. D'inverno, quando arrivano i clochard, qualche problema c’è: alcuni di loro non rientrano in tempo nella foresteria e si buttano a dormire sotto i palazzi, ogni tanto c’è qualche furto nelle cantine».
 

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