Gioco
Gli Who incantano i 40mila riuniti alle Cascine
Grande spettacolo alla Visarno Arena per la prima di Firenze Rocks. E il pubblico esplode per la storica band e l’orchestra del Maggio musicale
FIRENZE. Il palco vibra. La tensione sale. L’atmosfera è perfetta. Il clima giusto. Il colpo d’occhio una favola. Lo scenario impagabile. È il D-Day di Firenze Rocks. Alla Visarno Arena sbarcano The Who, unica data italiana, portandosi dietro il loro sound classicheggiante, un pentagramma armonico che è il marchio di fabbrica della band inglese, celebrato e reso immortale da “Tommy”, la prima rock opera della storia della musica, anno di grazia 1969, replicata quattro anni dopo da “Quadrophenia”.
E dunque non può non essere la maestosa Overture di “Tommy” ad accendere la serata fiorentina, la chitarra lisergica di Pete Townshend, la voce spaziale di Roger Daltrey e dietro di loro i professori dell’orchestra del Maggio, in 40 fra violini, viole, violoncelli, contrabbassi, flauti, oboi, clarinetti, corni, trombe, tromboni, timpani e percussioni. All’inizio atmosfera serena, scenografia sobria, nessun effetto speciale particolare. Maxi schermi in altissima definizione, che anche se sei in fondo al prato garantiscono una visuale perfetta. Poi i 40mila all’Arena Visarno esplodono.
Appoggiandosi al Maggio Pete e Roger hanno evocato altre hit leggendarie di “Tommy” (“Sparks” e “Pinball Wizard”) mentre in gruppo con Simon Townshend (fratello di Pete alla chitarra) , Loren Gold (tastiere), Jon Button (basso), Zak Starkey (figlio di Ringo Starr alla batteria) e Billy Nicholis (voce) hanno esplorato mezzo secolo di vita, pezzi d’antan come “Substitute” del 1965 e “Behind Blue Eys” dall’album “Who’s Next” del 1971, classici come “Another Tricky Day” del 1981.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
