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Bambina scomparsa a Firenze, sgomberato l’hotel in cui viveva la famiglia di Kata: continuano le ricerche – Video

Bambina scomparsa a Firenze, sgomberato l’hotel in cui viveva la famiglia di Kata: continuano le ricerche – Video

Gli oltre 130 occupanti dell’ex albergo Astor di via Maragliano sono stati ricollocati in quattro strutture d’accoglienza

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FIRENZE. Sgomberato a Firenze l'ex hotel Astor, in via Maragliano, da dove nel pomeriggio di sabato 10 giugno è scomparsa Kata, la bambina peruviana di 5 anni che viveva lì con la famiglia. L'operazione, coordinata dalla questura e dal Comando provinciale dei carabinieri, è scattata poco prima delle 7 in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine con polizia di Stato e municipale, carabinieri e guardia di finanza, oltre a vigili del fuoco, personale sanitario del 118 e assistenti sociali.

Oltre 130 gli occupanti della struttura, lasciata due giorni fa, per motivi di sicurezza, dai familiari della bambina scomparsa. Durante le ricerche, finora senza esito, i carabinieri hanno perquisito in più occasioni l'ex hotel e l'edificio confinante, con l'ausilio di unità cinofile. Le operazioni sono state portate a termine senza problemi di ordine pubblico. Le persone sgomberate sono state trasferite in quattro strutture d'accoglienza individuate dall'amministrazione comunale.

I familiari della piccola Kata due giorni fa erano già stati trasferiti per motivi di sicurezza in un'altra struttura. I carabinieri hanno posto i sigilli agli accessi dell'ex albergo. Nell'ordinanza eseguita oggi, si ipotizza il reato di "invasione di edifici". In una nota, diramata dalla procura di Firenze, viene evidenziato che «sussiste il pericolo che il protrarsi della condotta criminosa, impedendo i necessari e urgenti lavori di ristrutturazione e messa a norma dell'edificio occupato, agevoli o protragga le conseguenze del reato contestato o agevoli la commissione di altri reati o comporti il rischio di ripetizione di reati contro la persona connessi alle condizioni di accesso alla gestione dell'immobile». 

In via Marigliano, stamani, era presente il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che parlando con i giornalisti davanti all'ex hotel, ha evidenziato: «La mia amministrazione ha fatto 62 sgomberi, uno ogni 50 giorni. La nostra posizione è chiara: non c'è solidarietà, non c'è accoglienza senza legalità». E, via social, sono arrivate anche le parole del predecessore, ed ex premier, Matteo Renzi, che su Facebook ha scritto: «Meglio tardi che mai: è finalmente iniziato lo sgombero dell'ex hotel Astor di Firenze. Ci sarà tempo per capire le responsabilità di chi ha sottovalutato l'illegalità diffusa in quell'edificio».

Il decreto di sequestro

Occupato abusivamente per dal 19 settembre 2022, era abitato da cinquantaquattro persone, suddivise in diciassette nuclei familiari, di cui diciannove minori.

“I sopralluoghi compiuti dalla polizia giudiziaria - scrive la procura di Firenze nel decreto di sequestro - in occasione del tentato omicidio del 28 maggio 2023 e, successivamente, dell’ipotizzato sequestro di persona a scopo di estorsione di Mia Kataleya Chiclio Alvarez del 10 giugno 2023, hanno confermato la presenza nell’immobile di numerosi nuclei familiari. Si è ipotizzato il delitto di invasione di edifici”. Inoltre “sussiste il pericolo che il protrarsi della condotta criminosa, impedendo i necessari e urgenti lavori di ristrutturazione e messa a norma dell’edificio occupato, agevoli o protragga le conseguenze del reato contestato o agevoli la commissione di altri reati e comporti il rischio di ripetizione di reati contro la persona connessi alle condizioni di accesso alla gestione dell’immobile. Dunque, su delega di questa Dda, l’esecuzione è stata curata dalla Questura e dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Firenze, con l’ausilio degli assistenti sociali, dei Vigili del Fuoco e del personale del 118. La Prefettura e il Comune di Firenze si sono attivati per assicurare che gli occupanti vengano alloggiati presso altre strutture abitative”.

Ieri mattina, venerdì 16 giugno, c’era stato un altro po’ di movimento davanti all’albergo occupato da famiglie peruviane e rumene, quando i carabinieri del Nucleo investigativo sono arrivati per prelevare una donna rumena e una giovane peruviana per portarle in Procura. Gli stessi carabinieri hanno subito chiarito che le due donne non sono indagate. La prima è quella che in questi giorni è stata sempre seduta accanto al cancello dove è stata vista per l’ultima volta Kataleya ed è considerata il punto di riferimento dei rumeni che da settembre occupano le stanze dell’ex albergo; la seconda potrebbe essere la madre della bambina con la quale Kata ha avuto un piccolo litigio prima di scomparire.

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