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Affitti brevi a Firenze, la frecciata di La Russa: «I turisti non li gestisce il Governo»

di Luca Gasperoni
Affitti brevi a Firenze, la frecciata di La Russa: «I turisti non li gestisce il Governo»

Il presidente del Senato in città: «Se ne occupino il Comune e la Regione»

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FIRENZE. Non limitare ma ordinare il flusso crescente dei turisti in città. Perché Firenze è una città da salvaguardare «e forse merita di essere dotata di regole ancora più stringenti», ma su questo «ci devono pensare le amministrazioni locali e regionali, non dobbiamo sempre pensare che tutto debba venire dall’alto», come nel caso della legge speciale Venezia per limitare il fenomeno degli affitti turistici brevi.

All’alba dell’estate, in una città già invasa dai turisti con il richiamo aggiuntivo di Pitti Uomo a rendere ancora più caotica la situazione, riprende quota la discussione sull’impatto dell’overtourism a Firenze. A riportare il tema, già caldo visto il lavoro della ministra Santanché per un bozza di legge, al centro del dibattito pubblico è, a sorpresa, il presidente del Senato, Ignazio La Russa durante una visita in città: «Se Roma è occupata dai turisti che vogliono godere dell’immortalità delle sue bellezze Firenze lo è ancora di più: forse bisognerà trovare un modo non per limitare, ma per ordinare l’occupazione massiccia da parte dei turisti delle bellezze uniche al mondo che Firenze offre come museo a cielo aperto», sottolinea La Russa durante l’inaugurazione della mostra “Riviste - La cultura in Italia nel primo ‘900’ alla galleria degli Uffizi con il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

E aggiunge, perorando il grido d’allarme dei sindaci delle città d’arte, «ma che come tutti i musei forse merita di essere dotato di regole ancora più stringenti per evitare che chi lo visita si perda un po’ del fascino che può esprimere».

Parole, rivolte sul momento al governatore regionale Giani, che sembrano destinate soprattutto al sindaco Nardella, assente per degli impegni a Bruxelles e da settimane al lavoro per soluzioni in grado di contrastare l’avanzata degli affitti turistici brevi e tutelare i residenti. Con Palazzo Vecchio che sceglie di non commentare le dichiarazioni della seconda carica dello Stato in quota FdI, nonostante la condivisione di intenti sotto alcuni punti di vista, per evitare l’ennesimo contrasto con il Governo.

Un fronte già teso, prima per il restyling dello stadio Franchi, poi per il commissariamento e conseguente salvataggio della fondazione del Maggio musicale fiorentino. Se La Russa, infatti, da un lato riconosce le difficoltà di Firenze e la necessità di intervenire con misure per tutelare la città, dall’altro non ha dubbi su chi debba occuparsene. «Non ho detto che ci sono troppi turisti, di turisti più ce n’è e meglio è. Bisogna però trovare un modo affinché non occupino gli spazi in modo da rendere meno fruibili le bellezze di Firenze. Intanto ci devono pensare le amministrazioni locali e regionali, non dobbiamo sempre pensare che tutto debba venire dall’alto, sicuramente nella leale collaborazione fra tutte le istituzioni». Insomma, niente d’aiuto dal Governo all’orizzonte ma implicito apprezzamento per le autonome iniziative intraprese da ogni Comune. Un doppio binario che lascia dubbioso Palazzo Vecchio sul reale posizionamento di La Russa, in silenziosa attesa dei nuovi sviluppi sulla bozza di legge per gli affitti brevi.


 

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