Il Tirreno

Firenze

Roy Rogers Il denim parla fiorentino. «L’innovazione è un lavoro di squadra»

di Elena Andreini
Roy Rogers Il denim parla fiorentino. «L’innovazione è un lavoro di squadra»

Il ceo Niccolò Biondi: «Chiuderemo il 2023 con un +17% rispetto a un anno fa»

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FIRENZE. Concretezza e rinnovamento non solo su tecnologie, ma anche investimenti consistenti sulla comunicazione. A capire che la questo non è un dettaglio, ma un elemento essenziale per l’impresa, è stata la nuova generazione alla guida della Roy Rogers, l’azienda fiorentina, nata 71 anni fa da un’intuizione di Francesco Bacci. Nel 1952, Bacci fu attratto da questo tessuto americano, ruvido ma resistente, il blue jeans e da lì nasce Roy Roger’s, il primo pantalone in denim Usa realizzato in Italia. Tra le curiosità di questa azienda, non c’è solo il nome che deriva dal sarto americano che alla fine dell’800 realizzava le salopette da lavoro dei contadini californiani, ma anche il fatto che è uno di quei miti entrati negli armadi dei giovani e nella musica, cantato pure dagli 883. L’azienda è presente alla 104esima edizione di Pitti Uomo a Firenze fino a domani, con una collezione che rappresenta un ritorno al passato, ma con una innovativa visione proiettata nel futuro.
«Nel 2023 chiudiamo con un segno di +17% rispetto all’anno precedente – dice Niccolò Biondi, Ceo del gruppo – e già c’era stato un incremento. Tutto questo ha avuto un costo dato dagli investimenti, molti dei quali nel settore della comunicazione». Sostenibilità, riorganizzazione del personale, apertura a nuovi mercati come quello giapponese, oltre che il mercato americano. E Roy Rogers punta sulla qualità, sul made in Italy e sul brand nuovo. L’azienda, dove operano 31 addetti, è stata rinnovata sia attraverso il ricambio generazionale con la nuova filosofia di lavoro che si basa su «un gioco di squadra», ma anche sulla sostenibilità ambientale e sulla comunicazione per il rilancio di un prodotto diventato un fenomeno di moda.
«Il segreto – dice Biondi – è quello di innovarsi. Questa è un’azienda che nel 2022 ha compiuto 70 anni e nel corso del tempo ha avuto successi e periodi in cui la moda l’ha un po’ avvicendata rispetto ad altri brand. Con mio fratello stiamo facendo un buon lavoro perché, dopo quanto fatto da nostro padre che ha trasformato un’azienda che produceva indumenti da lavoro in capi di moda, siamo diventati un fenomeno, restando un pezzo di storia della moda italiana». È da qui che riparte la collezione Roy Rogers con un rinnovamento nei colori e nei dettagli, restando fedele alle caratteristiche del deinim, ma puntando su uno stile che richiama quello del college anni Ottanta sfumato da colori pastello e divertenti t-shirt, alla rivisitazione degli “abiti da lavoro” con fascinosi e irresistibili “short work jacket”. 
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