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Bambina scomparsa Firenze
Le testimonianze

Bambina scomparsa a Firenze, un testimone racconta di averla vista rapire ma ci sono anche altre piste. Il punto sulle indagini

Bambina scomparsa a Firenze, un testimone racconta di averla vista rapire ma ci sono anche altre piste. Il punto sulle indagini

L’uomo ha detto agli inquirenti di aver assistito alla scena sabato 10 giugno, tra le 15 e le 15.30, orario compatibile con la sparizione ma ci sono anche altre testimonianze che porterebbero le indagini in altre direzioni

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FIRENZE. Presa e trascinata via «con la forza». A raccontarlo agli inquirenti è un testimone che avrebbe visto la piccola Kata, la bambina di 5 anni – di cui non si hanno più notizie da sabato – mentre veniva portata via. Il testimone ha raccontato di aver assistito alla scena sabato 10 giugno, tra le 15 e le 15.30, un orario compatibile con la sparizione. Ma non è l’unica testimonianza: ce ne sono altre che porterebbero le indagini anche in altre direzioni sempre all’interno dell’ipotesi del rapimento. Finora infatti, fanno sapere fonti investigative, sono state raccolte e sono al vaglio indicazioni fornite da persone diverse che, però, risulterebbero tutte frammentarie e non coerenti fra loro.

Intanto ieri i pm Christine Von Borries e Giuseppe Ledda hanno ascoltato alcuni dei minori che vivono nello stabile occupato a Firenze, l'ex hotel Astor, tra cui il fratello maggiore di Kata, di otto anni. Ne è emerso che i bambini avevano l'abitudine di giocare anche nella parte di edificio, sul retro, dove non sono puntate telecamere di sicurezza, a differenza del cancello principale. Non solo. Sempre dalle testimonianze è venuto fuori che i bambini sono anche in grado di scavalcare il muro di cinta che si trova nel cortile sul retro: un “passaggio” che consente loro di uscire da soli.

Gli inquirenti adesso ritengono che la bimba sia stata rapita e sia stata portata in quel condominio di via Boccherini 34.

La maxi perquisizione e il punto sulle indagini

E ieri i carabinieri hanno ispezionato 19 appartamenti, passando al setaccio i box dei garage e le cantine. C’è un passaggio che collega il cortile dell’Astor alla corte condominiale, da cui si può accedere all’interno del palazzo. Chi ha preso Kata può averla portata lì senza incappare nelle telecamere di sorveglianza. Viene ispezionato tutto, perfino tombini e pozzi neri. Per accedere a tutti i locali arrivano anche i vigili del fuoco con scale e piedi di porco. Perquisita pure l’auto di una persona che vive nel palazzo. Ma di Kata non è stata trovata traccia. La pista, però, resta. La piccola sarebbe stata rapita e poi sarebbe stata portata nel condominio setacciato, nascosta da qualche parte nell’edificio di sei piani con un paio di appartamenti occupati abusivamente. In questa direzione andrebbe la testimonianza di più di una persona. Poi i suoi rapitori l’avrebbero trasferita altrove.

Ieri le indagini, passate alla direzione distrettuale antimafia e coordinate dalla pm Christine Von Borries che è subentrata per affiancare il collega Giuseppe Ledda, hanno cambiato passo. Sin dalla mattina i militari del comando provinciale hanno nuovamente raccolto le testimonianze dei residenti della zona. Sono stati acquisiti nuovi filmati delle telecamere, allargando il raggio temporale sia prima che dopo l’orario del presunto rapimento.

Lo zio e il fratellino

Lo zio di Kata, Abel Alvarez Vasquez, assistito dall’avvocato Elisa Baldocci, e il suo fratellino di 8 anni sono stati ascoltati in procura dalla pm Von Borries. Poi nel tardo pomeriggio la pm si è spostata all’ex Astor, dove aveva già effettuato un primo sopralluogo la mattina, per ascoltare l’amichetta di Kataleya, l’ultima ad averla vista nel cortile dell’albergo occupato. Il sospetto è che la bimba sia stata portata via eludendo la telecamere. Ieri tra l’hotel occupato e il condominio di via Boccherini è stato un andirivieni continuo alla ricerca di un possibile tragitto, della via di fuga che potrebbe essere stata usata dai rapitori.

Dietro a questi due palazzi c’è un labirinto di corti interne e giardini che potrebbe essere stato usato per scappare senza incappare in occhi indiscreti. Magari fino a raggiungere via Monteverdi, dove si trova un altro palazzo occupato, ispezionato dai carabinieri la sera di lunedì, presente il comandante provinciale Gabriele Vitagliano. Kata però non sarebbe stata portata lontano. Certo, le procedure per verificare che non sia all’estero sono attivate, come pure si è verificata la segnalazione, in un primo tempo ritenuta attendibile, cheindicava la presenza di Kata, sabato sera, su un bus a Bologna, con una donna. In questi giorni i carabinieri hanno sentito tutti gli occupanti abusivi che vivono dentro l’ex hotel. Si pensa a una ritorsione, o forse a una vendetta contro la famiglia della piccola. Il tutto all’ombra di un presunto racket degli affitti all’interno dell’ex hotel, una vecchia occupazione del Movimento di Lotta per la casa, poi sfuggita di mano e adesso “autogestita” dai suoi inquilini.

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di Redazione web