Italia
Frasi sessiste durante il corso per magistrati, sospesi due docenti: «Sono maleducati, ma almeno c’è f...a»
Il commento è in una mail che uno dei relatori manda al collega durante il corso alla Scuola superiore della magistratura a Scandicci
SCANDICCI. «Sono dei maleducati, però almeno c'è f…a». Il commento è in una mail che un magistrato manda al collega. Sono due relatori referendari della Corte di giustizia, si sono collegati da remoto per tenere un corso alla Scuola superiore della magistratura a Scandicci, dove alcuni aspiranti magistrati fanno il tirocinio. Si scambiano dei messaggi privati, si lamentano del comportamento, non molto attento, da parte dell’uditorio. E poi eccola lì, la frase dal contenuto sessista. Doveva restare tutto tra di loro.
Peccato che è stato proiettato - per errore - davanti a tutti, in bella vista, sullo schermo condiviso. La tecnologia “colpisce ancora”, insomma. E costa la sospensione ai due relatori: il comitato direttivo della Scuola ha voluto appunto interrompere la collaborazione con i due relativi coinvolti nel fatto.
Loro, in realtà, non si erano nemmeno accorti di nulla. Avevano tranquillamente continuare a fare la loro lezione. Alla fine del corso avevano anche ringraziato - evidentemente senza crederci davvero, visto il commento - i partecipanti che avevano seguito il corso, facendo loro i migliori auguri per la futura carriera.
A farli rendere conto della situazione una partecipante. Che ha rivelato il fattaccio: quello scambio di mail, personale, non era stato affatto privato. Lo avevano comodamente letto tutti, proiettato in bella vista sullo schermo.
Non sono servite però a nulla le scuse del docente. Nemmeno il suo auto definirsi «un idiota». Allontana da sé questo tipo di ironia “machista”. L’uditorio si era distratto più volte, durante la lezione. Ma ormai la “gaffe”, se vogliamo chiamarla così, era stata fatta. Davanti a tutti.
E infatti la Scuola superiore della magistratura, oltre ad aver sospeso i due relatori, ha voluto scrivere e inviare una lettere a tutti i partecipanti presenti, comunicando appunto la decisione presa, quella di interrompere tutti i rapporti.
Il Comitato direttivo, che declina qualsiasi responsabilità sui fatti accaduti, ha deplorato l’accaduto, stigmatizzando il comportamento dei due referendari della Corte di Giustizia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
