Proteste
Conference, alla Fiorentina servono undici leoni: la formazione
Davanti sarà staffetta fra Jovic e Cabral. Il serbo in pole Gonzalez e Bonaventura sicuri, Castrovilli è infortunato
FIRENZE. Partita dell’anno, formazione più difficile dell’anno: Fiorentina-West Ham vale notti insonni e in effetti tante sono state nelle ultime due settimane per Vincenzo Italiano, compresa a maggior ragione quella appena trascorsa perché l’ultima che portava dritta alla finale di Conference League. E allora il tecnico viola le ore senza dormire le ha sfruttate per scomporre e ricomporre la squadra viola come si fa col cubo di Rubik, spostando e incrociando i calciatori, sostituendo uno con un altro, immaginando e alternando: perché la formazione anti “Hammers” ce l’ha praticamente in testa da un minuto dopo il triplice fischio di Irrati all’Olimpico, grazie anche alla disponibilità di tutti i calciatori, tranne il solo Castrovilli che non sarà della gara a causa della contusione rimediata venerdì scorso a Reggio Emilia contro il Sassuolo, però ha deciso di tenersela per sé fino alla riunione tecnica di oggi a poche ore dall’inizio. Sennò non sarebbe la partita dell’anno.
Undici titolari più cinque
Ma undici sono decisi e quelli intanto andranno a caccia del trofeo internazionale che manca nella bacheca viola dal lontano 1961, giusto per ribadire l’assunto di partenza: i cinque che entreranno, con ogni probabilità e secondo abitudini, avranno uguale importanza, anzi forse di più pensando a quante gare e con che peso specifico i cambi hanno spostato gli equilibri a favore della Fiorentina da un mese abbondante a questa parte. Ma intanto toccherà a Terracciano tra i pali provare a fermare gli attacchi del West Ham, aiutato ovviamente dai compagni della difesa che nella consueta linea a quattro si schiereranno così da destra a sinistra: Dodô, Milenkovic, Igor e Biraghi, con margine di dubbio che riguarda il partner del serbo, dove Ranieri spera ancora in una chiamata.
Mediani per tutto
Sotto con centrocampo e attacco: tante alternative, tante soluzioni possibili. E difatti Italiano le ha pensate tutte, ma proprio tutte, e poi almeno per i mediani ha puntato sulla coppia che grandi meriti ha avuto nel cambio di passo nel rendimento della Fiorentina da metà febbraio in avanti: Amrabat più Mandragora è la formula scelta dal tecnico viola per disinnescare Rice e il gioco del West Ham affidandosi a idee, fisico e personalità. Mancano i quattro davanti a cui per forza di cose sono strettamente legati i destini in questa finale di Conference League, cioè il trequartista tra i due esterni offensivi e la punta di riferimento (di tutto).
Valore “Jack”
Per Bonaventura e Gonzalez incertezze zero, nel senso che è impossibile rinunciare alle loro qualità e nessun ci rinuncerà in quest’occasione, mentre per l’altro posto sulla fascia Ikoné è sempre in vantaggio, ma la rimonta di Kouame è stata prepotente e non vanno esclusi sorpassi in extremis. Infine, il centravanti. Jovic sta bene come dimostrano le due reti segnate contro Torino e Roma in campionato, ma a Reggio Emilia cinque giorni fa anche Cabral è tornato al gol dimostrando nei novanta minuti disputati una buona condizione atletica. Insomma, sarà staffetta tra i due, anche se il serbo pare in vantaggio: sperando poi nell’avvicendamento tra i due e non che ci sia bisogno di farli giocare insieme, segno che la Fiorentina ha indirizzato la gara. È tutto pronto: Italiano scioglierà gli ultimi dubbi questa mattina, poi comunicherà la formazione durante la riunione tecnica.
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