Attenzione
Galleria dell’Accademia di Firenze, ecco Napoleone visto da Bartolini: giovane e coi riccioli scomposti
Presentato il busto di Bonaparte acquisito per 80mila euro
FIRENZE. Paffuto, imberbe, con i riccioli scomposti: il busto realizzato da Lorenzo Bartolini e acquisito dalla Galleria dell’Accademia ritrae un Napoleone Bonaparte dai lineamenti addolciti dalla giovane età. O forse dalla smisurata ammirazione dell’artista toscano per il condottiero: «Napoleone era il Dio di Bartolini. Esso teneva giorno e notte appesa al collo una saponetta d’oro che conteneva i di lui capelli», ebbe a scrivere il collega Niccola Monti nella sua colorita autobiografia.Per questo non poteva mancare un omaggio scultoreo a Bonaparte nella gipsoteca intitolata proprio al Bartolini: la direttrice della Galleria, Cecile Hollberg, ha avuto l’occhio lungo e si è aggiudicata con tempismo – e buone capacità di contrattazione – il busto esposto dall’antiquario milanese Carlo Orsi durante la scorsa Biennale dell’Antiquariato, quando l’antiquario ha proposto al pubblico l’opera da poco ritrovata in un deposito di una famiglia romana e fino ad allora affatto valorizzata. Eppure la firma di Lorenzo Bartolini, con Antonio Canova il più importante scultore ottocentesco, è ben visibile su un lato del busto: fortuna per noi, che ora possiamo ammirarlo nella bella sala dell’istituzione museale, che lo ha acquisito per 80 mila euro. «Non amo particolarmente Napoleone; il mio è stato un gesto di omaggio a Bartolini», dichiara la direttrice della Galleria Cecile Hollberg.
E dire che Bartolini, rispetto al classicismo di Canova che ritraeva solo figure efebiche e trasfigurate da una bellezza ideale, era considerato lo scultore del vero, quello che aveva imposto ai suoi studenti dell’accademia di belle arti di Carrara di riprodurre solo figure dal vivo e non dai classici, arrivando a scandalizzare tanti per aver portato un gobbo come modello per una lezione di scultura dal vero. Ma quando si parlava di Napoleone, l’ammirazione aveva il sopravvento, come dimostra questo busto perfetto, in cui il condottiero è ben lontano dalle riproduzioni enfatiche della propaganda ma è ritratto come un giovane adolescente aggraziato. Il busto è uno degli unici due marmi presenti nella gipsoteca, tradizionalmente dedicata ai gessi di studio: il primo era stato donato dagli Amici della Galleria dell’Accademia nel 2017 e ritrae il drammaturgo Giovan Battista Niccolini. In compenso sono molte le riproduzioni in gesso dei familiari di Napoleone presenti nella collezione, a partire da quelle della sorella Elisa Baciocchi che durante il suo principato che si estendeva tra Lucca la costa affidò proprio allo scultore il compito di ritrarre in diverse occasioni se stessa e altri membri della famiglia.
«La nostra gipsoteca conserva numerosi busti in gesso dei familiari di Napoleone ma non uno che lo rappresenti. Questa effigie che lo vede raffigurato senza le insegne imperiali, reso nella sua individualità, viene a colmare finalmente questa mancanza», conclude Hollberg. Esistono dai dieci ai quindici busti di Napoleone, tra collezioni private e musei; le caratteristiche di questo lavoro di Bartolini verranno presto vagliate dagli studiosi, tra cui Carlo Sisi, per arrivare a dare una collocazione più precisa in termini di stile e periodo di realizzazione. «Questa occasione dimostra l’importanza della Biennale dell’Antiquariato e della sinergia che crea tra mercato e istituzioni museali», ha aggiunto Carlo Orsi.
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