Sicurezza
Firenze, s’infiamma la protesta dei montatori di Mondo Convenienza: ora 33 persone rischiano la denuncia
Identificate durante il picchetto fuori dal magazzino. Se l’azienda presenterà querela i manifestanti dovranno rispondere del reato di violenza privata
FIRENZE. Non si placa la protesta dei facchini e dei montatori in appalto di Mondo Convenienza, guidati dai sindacalisti di Sì Cobas. Oltre al presidio che va avanti da giorni davanti ai magazzini di via Gattinella a Campi Bisenzio, dove la tensione è salita alle stelle il primo giugno scorso con due tentativi di sgombero da parte della polizia, ieri parte dei lavoratori in sciopero si è spostata al punto vendita di Capalle. Intanto, per i picchetti davanti ai magazzini di via Gattinella 33 persone rischiano la denuncia. Sono coloro che sono stati identificati dalla Digos della questura di Firenze durante i tentativi di sgombero del primo giugno. Si tratta per la maggior parte di militanti di area antagonista, che hanno partecipato alle proteste in solidarietà con i lavoratori, e di otto operai. Se l’azienda titolare del servizio in appalto presenterà querela, saranno denunciati per violenza privata, per non aver fatto uscire i camion dal magazzino.
E ieri pomeriggio, mentre continua il presidio ai magazzini, nuova protesta questa volta al punto vendita di Capalle, Campi Bisenzio, a due passi da Prato. Manifestazione e presidio davanti all’entrata del negozio per manifestare contro «12-14 ore di lavoro al giorno, compresi i festivi, senza un giusto contratto di categoria, senza pausa pranzo, né permessi e malattia», hanno detto gli scioperanti, tutti di origini bengalesi e pachistane, radunati dal sindacato di base Sì Cobas.
Una storia che sembra ripetersi dentro il distretto industriale pratese e che, a macchia d’olio, pare diffondersi dal tessile ad altri settori di lavoro. Ma nel mezzo quasi sempre ci sono loro; lavoratori stranieri che, come afferma Luca Toscano del sindacato Sì Cobas Firenze-Prato, «sono costretti a lavorare come facchini e montatori nella logistica con il contratto di lavoro del multi servizi pulizie e non quello loro di appartenenza come dovrebbe essere. Tutti diritti negati: fanno anche 300 ore di lavoro al mese per un salario lordo di 1. 100 euro. Oggi, su un totale di 80 lavoratori del punto vendita di Capalle, una trentina sono qui a manifestare davanti all’entrata del negozio». Fuori all’esterno, a caratteri cubitali la scritta pubblicitaria di “Mondo Convenienza”, “La nostra forza è il prezzo”. I manifestanti in presidio dalle 16 fino alle 19 circa di ieri pomeriggio hanno fermato i clienti, le persone che entravano e uscivano nel discount del mobile, spiegando le ragioni del presidio e lasciando volantini. Si ripete, come da anni, la questione alla Ken Loach di “Il pane e le rose”, dei diritti e doveri negati sul lavoro e soprattutto della rivendicazione dell’equità economica. Lo slogan che hanno gridato i ragazzi in presidio si è riverberato davanti al punto vendita: «Lavorare cinque giorni. Basta sfruttamento». Secondo il sindacato dei Cobas, «si ripete ormai quanto accade in molte altre aziende dell’area. Lo sfruttamento lavorativo è una contaminazione senza uguali. “Mondo Convenienza” gioca tutto sull’abbassamento dei prezzi. La forza di “Mondo Convenienza” è lo sfruttamento- dice Luca Toscano responsabile dei Si Cobas – Qui ci sono lavoratori, facchini e montatori, che lavorano ad un salario orario lordo di 6, 80 euro per 10-14 ore al giorno da lunedì al sabato. Sono operai che sulla pettorina hanno scritto “montatore logistica” ma sono pagati con il contratto delle pulizie. Sono lavoratori in appalto e gli appalti vengono fatti proprio per abbassare il costo del lavoro. “Mondo Convenienza” si deve prendere le sue responsabilità e deve risolvere il problema di questi lavoratori che chiedono l’applicazione del contratto nazionale di lavoro della logistica. Devono esserci condizioni umane di lavoro e di sicurezza sul lavoro, perché non si può pensare di portare frigoriferi e mobili ai piani di un palazzo senza un carrello o strumenti di lavoro adeguati».
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