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Firenze, i genitori dei bimbi del coro: «Spaccio e rapine fuori dal teatro»
L’allarme dei genitori dei bimbi del coro delle voci bianche del Maggio musicale in una lettera inviata alle istituzioni: «Chiediamo una vigilanza fissa»
FIRENZE. Lo avevano annunciato nei giorni scorsi, dopo che alcune famiglie si erano trovate coinvolte in una sassaiola tra due bande rivali. I genitori dei bimbi che fanno parte del Coro delle voci bianche del Maggio musicale fiorentino hanno scritto a sindaco, prefetto, questore e presidente della Regione per chiedere più controlli nel piazzale e nel giardino davanti alla fondazione lirico sinfonica, che denunciano essere ormai punti di ritrovo fissi di malintenzionati, tra spacciatori, rapinatori e ladri seriali.
I genitori vogliono la presenza di un presidio di vigilanza fisso da parte delle forze dell’ordine, almeno fino all’orario di uscita dei bambini. Per questo nel documento chiedono «con forza la presenza di vigilanza di un apparato ufficiale affinché venga pattugliata tutta la zona, tanto più che lo spazio di cui parliamo risulta essere proprietà comunale». «Sarebbe necessaria – proseguono – una totale copertura settimanale almeno fino alle ore 21 e, nei giorni di spettacolo, fino alla completa uscita di tutti i ragazzi dal teatro». «Questa situazione – aggiungono i genitori – penalizza tutti, il Comune di Firenze in primis, per il degrado di una parte importante del suo patrimonio».
«I cantori delle Voci bianche – viene spiegato nel documento inviato alle autorità – frequentano il teatro con assiduità, data l’eccellenza della formazione erogata, nonché per il loro coinvolgimento nelle produzioni del teatro che comportano prove ed esibizioni. Sia prove che recite hanno orari che si prolungano fino a tarda sera». E proprio nelle ore di buio, i genitori che vanno a prendere i figli si sono trovati a dover fronteggiare situazioni che definiscono «intollerabili», tra cui la presenza nei giardini di persone che «minacciano, rubano e molestano grandi e piccoli». E ancora, «biciclette rubate giornalmente, talvolta sottratte dalle mani del proprietario, macchine violate con vetri rotti, ruote forate e furti». I genitori denunciano anche «aggressioni e scippi», e «inseguimenti finalizzati a molestie». È capitato anche che alcune mamme andate a riprendere i figli siano state costrette a barricarsi in auto mentre dei malviventi prendevano a pugni i finestrini nel tentativo di farsi dare dei soldi.
Senza contare a quello che sono costretti a vedere loro malgrado i bambini stessi, tra cui «scene di degrado che vanno dagli atti osceni allo spaccio con tossicodipendenti che si bucano davanti ai loro occhi, sul corridoio che porta al teatro e nel piazzale antistante». Tutto questo, denunciano sempre le famiglie dei bimbi del coro, «accade costantemente nel piazzale e nei giardini del Teatro, nel vialetto adiacente alla Leopolda (da dove abbiamo un accesso secondario), dall’entrata artisti in via del Fosso Macinante e anche nel piazzale Vittorio Veneto dove siamo costretti a posteggiare (visto che non ci è più consentito di sostare negli appositi parcheggi antistanti il teatro)».
«In questo crescendo – aggiungono ancora i genitori nella lettera – non osiamo pensare a che cosa accadrà nel prossimo anno accademico, quando farà buio presto. Sappiamo che anche i musicisti, i dipendenti del teatro e i residenti di zona sono oggetto degli stessi attacchi, ai quali non è pensabile una qualunque forma di reazione per non innescare una spirale di violenza “al rialzo”».
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