Il Tirreno

Firenze

La protesta

Firenze, la lotta dei fattorini di Mondo Convenienza: «Noi costretti a turni massacranti»

di Elena Andreini
Un momento della protesta
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Un momento della protesta

Campi Bisenzio, l’azienda ha portato esterni per sostituire i dipendenti in sciopero. Durante la giornata ci sono stati tentativi di sgombero dei manifestanti seduti davanti al magazzino

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CAMPI BISENZIO. Momenti di tensione ieri mattina davanti ai cancelli di Mondo Convenienza in via Gattinella a Campi Bisenzio dove da tre giorni è in atto una protesta da parte dei lavoratori, sostenuti da Si Cobas, per gli orari di lavori pressanti e gli stipendi bassi. Sul posto le forze dell’ordine, polizia, carabinieri e polizia municipale. Divisi dal cancello dell’azienda, i due gruppi di facchini montatori tutti di origine straniera, si sono trovati quasi a fronteggiarsi: da un lato sul piazzale esterno del magazzino i manifestanti che chiedevano migliori condizioni di lavoro e dall’altro, all’interno del piazzale di Mondo Convenienza, i facchini pronti a salire sul furgoncini per avviare il programma di consegna. Durante la giornata ci sono stati tentativi di sgombero dei manifestanti seduti davanti ai cancelli del magazzino.

Alle 12.45 durante un nuovo tentativo di rimozione una nota dei Cobas deuncia che «Tra i lavoratori alcuni hanno accusato malori e subito contusioni. Uno di loro è stato portato al pronto soccorso». «I lavoratori sono in sciopero da giorni – dice Luca Toscano di Si Cobas – stamani (ieri, ndr) polizia e carabinieri sono venuti a sgomberare il presidio dei lavoratori, sono venuti a sgomberare per far uscire i furgoni nello stesso giorno in cui l’azienda ha portato i lavoratori esterni a questo magazzino per sostituire i lavoratori che stanno scioperando». «Per un anno mi hanno tenuto con un contratto di pulizia e multiservizi – spiega Saleem Shoaib, pakistano che lavora nell’azienda da tre anni- senza contribuiti e senza niente, con paga base di 1100. Il lavoro che mi era stato richiesto di svolgere era pesante: la squadra che doveva occuparsi di portare i mobili a destinazione e montarli era composta da due persone». La tensione è salita quando i furgoni schierati nell’area interna dell’azienda sembravano pronti per partire. Dall’altra parte, il presidio si è animato, i manifestanti urlavano slogan, e sono comparsi cartelli scritti a mano su cartoni «1 giorno, 12-14 ore, 10 consegne, 6,80 euro all’ora lordi» e poi ancora «Basta bugie, vogliamo i nostri diritti» e «Se non c’è parcheggio devo portare i mobili a piedi per 900 metri».

Dallo schieramento di fronte sono comparsi gli striscioni: con il pennarello rosso c’è scritto «Vogliamo lavorare». «Sono arrivato a Mondo Convenienza nel 2018. Ho un contratto – dice Manciu Andrei, moldavo – non partecipo allo sciopero perché voglio lavorare a noi torna tutto: si entra alle 7 se sei in due lavori per bene la tua giornata finisce alle tre o alle quattro». Accanto a lui Teaca Adrian Cristinel che aggiunge: «Lavoro da novembre 2020 a Mondo Convenienza, noi abbiamo il diritto di lavorare, ma ci impediscono di lavorare e la nostra scelta». «È un diritto scioperare – afferma l’avvocato Riccardo De Caria di Erre Elle Due azienda in appalto – Il problema è che stanno impedendo l’attività di 140 loro colleghi che vogliono lavorare. Questo cosa potrebbe comportare la perdita dell’appalto. Nella malaugurata ipotesi che ciò dovesse avvenire che le persone si trovano senza lavoro». I lavoratori in presidio si sono seduti a terra, qualcuno si è sdraiato, accanto a loro anche la consigliera comunale di Firenze di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu. I facchini che si presentano come una barriera davanti ai cancelli uniti con le braccia incrociate a fatica vengono spostati. «Stanno scioperando perché lavorano dalle 10 alle 15 ore al giorno da lunedì al sabato – spiega Toscano – fanno più di 300 al mese e lo fanno con una paga base di 1100 euro lorde con un contratto di multiservizi-pulizie e praticamente guadagnano 5 euro l’ora, straordinari non pagati, contratti da apprendistato».

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Tagliaferri: «Sono disponibile ad incontrare i lavoratori. Non possiamo abbassare il livello di attenzione e neppure sottovalutare quando vengono meno le tutele dei diritti sul lavoro».

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