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Firenze, i genitori del Rodolico in rivolta: «Completate la nuova ala del liceo»

di Valentina Tisi
Firenze, i genitori del Rodolico in rivolta: «Completate la nuova ala del liceo»

La Città metropolitana: «Mancano 300mila euro che deve dare il governo»

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FIRENZE. Tra pochi giorni l’ultima campanella di questo anno scolastico suonerà per gli studenti del liceo Rodolico, come per tutti gli altri ragazzi, per gli studenti della sede distaccata del Galluzzo, o meglio per quelli ospitati nelle due aule allestite nel Palazzo del Podestà, questo vorrà dire lasciare lo spazio all’avvio dei lavori previsti nello stabile. Una decisione che non va giù ad alcuni genitori e studenti, preoccupati che non ci siano le condizioni per far poi rientrare i ragazzi a settembre. Così hanno deciso di scrivere una lettera al sindaco della Città metropolitana Dario Nardella per dare voce a questo disagio: «Da due anni siamo in attesa della riconsegna della nuova ala» dicono per poi raccontare: «La difficile e gravosa situazione che studenti, insegnanti e personale ata devono affrontare ogni giorno, studiando e lavorando in una scuola dislocata, da ben sei anni, in tre edifici diversi a causa del cantiere. Adesso si aggiunge il rischio che le due stanze, poste al pian terreno del Palazzo del Podestà ed adibite alla meno peggio ad aule scolastiche, non siano neppure più usufruibili dalla scuola a causa dell’imminente inizio dei lavori di ristrutturazione del primo piano». Genitori e studenti firmatari fanno quindi le loro richieste alla Città metropolitana: «Che l’amministrazione cittadina o metropolitana completi lavori, già eseguiti al 90%, nel più breve tempo possibile, anticipando le somme necessarie, considerando anche che ci è stato assicurato dalla Città metropolitana che tali fondi sono già stati stanziati dal Ministero e sono soltanto in attesa del Decreto attuativo; che non si dia inizio a nessun intervento edilizio che abbia come effetto il peggioramento delle condizioni già pessime delle aule della sede del Galluzzo». Quella dei lavori al liceo Rodolico è una storia lunga e complessa. Tra il 2020 e il 2022 l’aumento dei costi di materie prime ed energia hanno fatto lievitare le spese, diventate non più sostenibili per le ditte che avevano vinto il bando pubblicato quando la situazione economica era diversa. Per far fronte all’aumento il governo aveva stanziato dei fondi attraverso il decreto aiuti, 300mila euro per quanto riguarda il liceo Rodolico, fondi che però ad oggi non sono ancora stati erogati agli enti locali. A lanciare l’allarme erano stati alcuni giorni fa il capogruppo Pd in consiglio comunale Nicola Armentano e quello della Città metropolitana Massimiliano Fratini: «Molti cantieri sono a rischio. Urge un intervento del ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del governo - hanno spiegato - Devono ancora arrivare le risorse già stanziate a bilancio del 2022 e dei primi tre mesi del 2023. Si parla di 15 milioni. Senza questi soldi già stanziati, certificati e approvati, decine di ditte rischiano di fallire con il conseguente danno economico sui lavoratori e sulle opere che subiranno ritardi enormi. L’anno prossimo i ragazzi del liceo Rodolico al Galluzzo rischiano di non avere le nuove aule che attendono da due anni. L’alberghiero Saffi ha il nuovo plesso con le cucine bloccate dai finanziamenti già stanziati». Fondi che se arrivassero potrebbero sbloccare i lavori per la nuova ala del Rodolico e permettere di terminarli in circa due mesi. Intanto però alcuni studenti devo usare le aule allestite al piano terra del Palazzo del Podestà, davanti all’istituto, e qui arriva il problema segnalato dai genitori. Con la fine dell’anno scolastico prenderanno il via i lavori di autorecupero del palazzo che interesseranno il consolidamento del solaio, un intervento che non può essere eseguito con i ragazzi all’interno. Il timore dei genitori e che anche in questo caso poi i lavori vadano per le lunghe e che si crei un criticità alla riapertura dell’anno scolastico. Dalla Città metropolitana però rassicurano: hanno intimato con atti ufficiali alla ditta di terminare i lavori entro il 10 settembre per permettere il rientro degli studenti. «La sicurezza dei ragazzi viene prima di tutto - commenta Fratini - ed il 10 settembre rientreranno a scuola in sicurezza. I lavori non interferiranno ed è quello che dirò anche nel prossimo incontro con il consiglio di istituto il 7 giugno».


 

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