Sicurezza
E ora trema anche Firenze. Parte la resa dei conti nel Pd
Si scaldano gli animi in vista della scelta del candidato sindaco. Di Giorgi e Del Re incalzano per le primarie, ma il partito frena
FIRENZE. E ora testa al 2024, con lo sguardo rivolto verso Palazzo Vecchio. Dopo la delusione della tornata elettorale toscana si scaldano gli animi dem in vista delle elezioni del prossimo anno in città. Obiettivo blindare Firenze, uno degli ultimi tre avamposti dem sul territorio regionale insieme a Prato e Livorno, respingendo l’assalto finale della destra. Che, grazie alla spinta delle politiche e delle amministrative, fiuta l’occasione giusta per interrompere il dominio dem in città risalente al dopoguerra.
Una prospettiva che il Pd vuole sventare a tutti costi, scegliendo con cura il candidato e le alleanze per dare seguito alla stagione nardelliana. Intanto qualche convergenza pare proprio iniziare a delinearsi. L’ex assessora Cecilia Del Re e Stefania Saccardi sono apparse su Instagram nei giorni scorsi una accanto all’altra, con la maglia viola a tifare Fiorentina davanti a un maxischermo, a testimoniare l’alleanza tra le due aspiranti candidate sindache. Del Re, come pure l’ex parlamentare Rosa Maria Di Giorgi, incalza per le primarie interne, puntando il dito sui limiti della nuova linea toscana. Ma il segretario regionale dem Emiliano Fossi, prende tempo: «Ne discuteremo nei prossimi giorni. Dobbiamo definire insieme le regole per scegliere il candidato del 2024 non solo a Firenze ma ovunque». Rinviando la scelta a più avanti con la prospettiva di ricorrere, una volta risolto il rebus alleanze sospeso tra M5s e Iv, solo a una corsa interna alla futura coalizione. Mentre il sindaco di Firenze, Dario Nardella, uscito sconfitto dalla fase congressuale, indica la città come esempio di buon governo e punge i vertici regionali: «La priorità per il Pd è il rilancio vero del partito con proposte politiche forti e capacità organizzativa».
Nel giorno della delusione dem a scuotere gli equilibri dem ci pensa Di Giorgi che invoca «una vera e propria scossa per il Pd se tra 12 mesi vuole confermare piazze importanti come Firenze». Elencando tutti i nodi da sciogliere. «La nuova stagione del Pd non convince – spiega – la carenza di un dibattito interno chiaro ha indebolito la forza di un partito, in cui, non da ora, certe sensibilità più riformiste sperimentano una sostanziale emarginazione». Per questo, aggiunge, la nuova segreteria Fossi «deve guardare verso candidature dì persone di esperienza, credibili, capaci, riconosciute, e che siano espressione di linee politiche chiare ed inclusive». Un modo, neanche troppo velato, per rilanciare la propria discesa in campo, sulla falsa riga di quanto fatto da Del Re proprio nel giorno della sconfitta alle urne. «Non dobbiamo temere il confronto, facciamo scegliere ai cittadini i loro i candidati sindaci», aveva scritto sui social l’ex assessora invocando le primarie. Un pressing incrociato che il segretario regionale Fossi cerca subito di disinnescare: «Fanno una richiesta che spero faranno anche all’interno del partito». Alla partita di Firenze, chiarisce Fossi senza sbilanciarsi, «dobbiamo arrivarci con una proposta programmatica e un processo di selezione con passaggi chiariti tutti insieme e non con una scelta all’ultimo minuto. Dovremo fare virtù di qualche pecca che abbiamo avuto».
Nel frattempo anche il sindaco Nardella fa sentire la sua voce: «Ora ognuno deve fare la propria parte: la nostra è quella di lavorare per Firenze e portare avanti il programma di governo con cui i cittadini ci hanno votato per ben due volte facendoci vincere al primo turno». E sferza il partito toscano rivendicando la linea adottata nel corso del doppio mandato: «Il Pd deve superare divisioni interne e tornaconti personali, tenere lontana la politica dei palazzi e stare a contatto con le persone per rispondere ai loro problemi, come stiamo facendo nella nostra città». Parole che non vanno giù al capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Federico Bussolin: «Questi schiaffi elettorali non devono distrarre il primo cittadino di Firenze. Aeroporto, tav, inceneritore, stadio, Cpr sono tutte sfide e scelte che lo attendono. I fiorentini sono stanchi di essere sempre posti in secondo piano».
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