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Ballottaggio a Campi, alle 23 ha votato il 28,45% degli elettori

Valentina Tisi
Ballottaggio a Campi, alle 23 ha votato il 28,45% degli elettori

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CAMPI BISENZIO.  Se al primo turno per le amministrative erano stati in 13.683 (42.09 %)    gli elettori che si erano recati alle urne alle 23 del primo giorno di voto, domenica 28  sono stati in 9.250, cioè il 28.45%. Questo il primo risultato certo del ballottaggio che vede confrontarsi le due sinistre di Campi Bisenzio, da un lato Leonardo Fabbri, dall’altro Andrea Tagliaferri. Per sapere chi tra i due candidati sarà il nuovo sindaco della città bisognerà aspettare ancora qualche ora, i seggi sono aperti anche lunedì 29, fino alle 15, poi prenderà il via lo spoglio che dovrebbe concludersi in tempi brevi. Tutto si gioca voto su voto, gli ultimi giorni di campagna elettorale hanno dimostrato quanto incerto possa essere il risultato e in questo l’affluenza gioca un ruolo importante. Il primo turno di voto si era chiuso infatti con un’affluenza del 51.97 % (1.6894    elettori); di questi 4.982 (30.30%) avevano votato per Fabbri, 3.502 (21.30 %) per Taglieferri, 3.180 (19.34 %) per il candidato di centrodestra sostenuto da Lega e Forza Italia Paolo Gandola, 2.675 (16.27 %) per il candidato di centrodestra appoggiato da Fratelli d’Italia Antonio Montelatici e 2.103 (12.79 %) per l’ex assessore appoggiato da due liste civiche Riccardo Nucciotti. Una percentuale finale bassa o comunque inferiore al 37% potrebbe indicare un ritorno alle urne solo degli elettori dei due candidati arrivati al ballottaggio o poco più, una percentuale più alta invece significherebbe un maggior coinvolgimento degli elettori degli altri candidati.
In quel caso cosa potrebbe accadere? Un’affluenza maggiore potrebbe indicare un risultato positivo per Andrea Tagliaferri, il candidato sostenuto dalla sinistra e dai Cinque stelle, viceversa se tornassero a votare solo gli elettori dei due verrebbe confermato il trend del primo turno che vedeva Fabbri avanti. La scorsa settimana ha visto mobilitarsi varie forze in campo che potrebbero spingere voti da una parte o dall’altra.

La prima apertura è stata quella di Nucciotti che martedì scorso ha deciso di appoggiare Leonardo Fabbri al ballottaggio, parlando di una sostanziale vicinanza tra i due programmi. Una decisione non apprezzata da tutti i suoi, tre dei candidati al consiglio comunale delle sue liste civiche si sono dichiarati infatti in disaccordo con la scelta. Se l’appoggio dell’ex assessore alla protezione civile potrebbe rappresentare per Fabbri un bacino di voti utile per raggiungere la vittoria, negli stessi giorni ha cominciato a mobilitarsi anche il centrodestra. I due candidati sindaco ufficialmente non hanno fatto dichiarazioni di voto a favore di uno o dell’altro, né invitato gli elettori ad “andare al mare”. C’è però fermento tra le “seconde file”, elettori e candidati al consiglio comunale di centrodestra che si dicono pronti a votare la sinistra di Tagliaferri pur di far finire all’opposizione il Pd. Non è un caso che “Cambiamo” sia diventato lo slogan, soprattutto di questa seconda fase della campagna elettorale. Mettendo insieme i voti di Gandola e Montelatici si arriva a quota 5.855, se una buona parte di questi decidesse effettivamente di votare Tagliaferri gli regalerebbe la vittoria.
Ecco che quindi il tema dell’affluenza diventa centrale in queste ultime ore di corsa al voto. Per il momento la percentuale resta inferiore rispetto a quella del primo turno. Difficile anche fare paragoni col ballottaggio di cinque anni fa tra Emiliano Fossi e Maria Serena Quercioli perché nel 2018 si votava in un solo giorno e il risultato finale per l’affluenza al secondo turno fu del 43,29%, a fronte del 51,42% del primo. 

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