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Cento anni di don Milani, Mattarella rende omaggio a Barbiana: «Un maestro» – Video

di Tommaso Silvi
Cento anni di don Milani, Mattarella rende omaggio a Barbiana: «Un maestro» – Video

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a Barbiana, nel comune di Vicchio, per rendere omaggio a don Lorenzo Milani, in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita.

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VICCHIO. »Don Lorenzo Milani è stato anzitutto un maestro. Un educatore. Guida per i giovani che sono cresciuti con lui nella scuola popolare di Calenzano prima, e di Barbiana poi». Non era mai accaduto. Per la prima volta il presidente della Repubblica fa visita a Barbiana. Nella mattina di sabato 27 maggio Sergio Mattarella arriva in Mugello per visitare la canonica in cui don Lorenzo Milani diede vita alla scuola destinata ai "figli dei poveri". Un’esperienza educativa sperimentale andata avanti dal 1954 al 1967, quando don Milani - il 27 maggio 2023 ricorre il centenario dalla sua nascita, è morto nel maggio del 1967 - pubblicò "Lettera a una professoressa", testo che anticipò la contestazione studentesca del 1968. La giornata di celebrazioni vive il momento più alto alle 11, con l’arrivo di Mattarella.

«Don Milani aveva acuta sensibilità circa il rapporto che si riteneva gerarchico tra città e periferie – ha detto il presidente della Repubblica –  Il motore primo delle sue idee di giustizia e uguaglianza era la scuola, come leva per contrastare le povertà. “Il mondo - diceva don Milani - non si divide in intelligenti e meno intelligenti, ma in uomini con cento e altri con mille parole”.  La scuola, in un Paese democratico, non può non avere come sua prima finalità e orizzonte l’eliminazione di ogni discrimine. “Lettera a una professoressa”, scritta con i suoi ragazzi mentre avanzava la malattia è un atto d’accusa, impietoso, di tutto questo».

Così lo accoglie il sindaco di Vicchio, Filippo Carlà Campa: «Il primo pensiero va alla popolazione Emilia tutta la nostra solidarietà. Come sindaco di Vicchio, comune di 8mila abitanti che ha dato natali a Giotto, so bene che non importa quanto sia grande la realtà in cui ognuno di noi vive. Si può cambiare il mondo anche da quassù. Da qui è partito un cambiamento sociale. Si può cambiare, ma il nostro impegno deve essere grande profondo e totale. Don Milani si trasferì qui non per sua volontà, ma ci ha sempre dato amore che non abbiamo ricambiato a sufficienza. La speranza è che le istituzioni si occupino di noi di campagna, come faceva don Milani, per lavorare insieme: città e campagna. La ringrazio presidente Mattarella per essere custode della nostra Costituzione, che don Milani definiva “Il faro dal quale farsi indicare la rotta”».

È la prima volta che un presidente della Repubblica visita Barbiana, mentre risale al 2017 la visita di Papa Francesco.

«Il 27 maggio 1923 nasceva a Firenze Lorenzo Milani – Così dichiara Rosy Bindi, presidente del Comitato per il centenario  - Siamo qui, non a Firenze, perché Barbiana, dove Milani venne esiliato a 31 anni, è diventato subito il luogo del suo riscatto e della sua salvezza. Ricordare don Milani significa consegnarlo alla verità del suo magistero e della sua persona. Un uomo inquieto e assoluto, che ha voltato le spalle a una famiglia borghese per praticare la fede. Maestro esigente, che non ha risparmiato critiche a un sistema scolastico selettivo. Sarebbe un errore contrapporre il prete al maestro. Le lezioni di catechismo con la carta geografica della Palestina attaccata alla parete, o quelle di italiano, passate a leggere contratti di lavoro e giornali. Don Lorenzo resta una spina nel fianco anche per noi. Il suo pensiero è chiaro e diretto, ed ha ancora molto da dire. È sufficiente leggere i suoi scritti, si può fare grazie all’opera omnia pubblicata nel 2017 con l’ambizione di essere fedeli a don Milani. La sua era una pedagogia esigente, che invitava a prendere posizione».

«Oggi è una giornata importante per Vicchio e per tutta la Toscana, perché ricordiamo Don Lorenzo Milani, una figura che è per tutti noi un riferimento di impegno culturale, sociale e politico. Lo testimonia la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, una presenza che è un messaggio chiaro a investire tanto sulla scuola e sulla formazione, e di investire sull'apertura e sull'inclusione in un tempo in cui c'è la voglia di ritorno a chiusure, a far saltare ponti anziché costruirli», lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, partecipando, in rappresentanza di tutta l'Assemblea legislativa, alla XXII edizione della Marcia di Barbiana, che quest'anno cade a cento anni dalla nascita di Don Milani.

«Il compito della politica - ha aggiunto Mazzeo - è quello di continuare l'azione che Don Milani ha portato avanti per tutta la sua vita: mettersi al servizio degli altri, pensando di farlo con lo spirito di un servizio civile, perché questo deve essere la politica».

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