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Firenze, San Nicola brilla di nuovo: i lavori finanziati da Friends of Florence
Gli ori, i rossi e i blu della cappella della Ss Annunziata ora risplendono. Il nerofumo aveva completamente coperto parte degli affreschi
FIRENZE. Gli affreschi erano talmente offuscati che i putti attorno alla personificazione della Carità si pensava fossero solo due: il terzo era stato completamente nascosto dallo strato di nerofumo accumulato nei secoli. Il restauro della cappella di San Nicola, nella basilica della SS. Annunziata, è un esempio perfetto di come cura e recupero di un bene artistico siano fondamentali per la sua fruizione prima ancora che per la valorizzazione. Là dove una pesante copertura bruna aveva praticamente annullato l’esistenza di pitture e decorazioni ora risplende un trionfo di ori, rossi, blu e bianchi luminosi; gli elementi lapidei – marmi, stucchi e pietra serena – sono stati salvati da fessurazioni e sbriciolamenti, consolidati e ripuliti.
Pur essendo la prima a destra, la cappella prima quasi non si notava, tanto era grigia; le sue fastose decorazioni sono state riportate in vita con un intervento cominciato nell’ottobre 2021 e concluso all’inizio di quest’anno. La cappella, dal Trecento di proprietà della famiglia del Palagio, secondo le fonti era stata decorata inizialmente da Taddeo Gaddi, uno dei più celebri e attivi allievi di Giotto: durante il restauro sono state effettivamente ritrovate tracce di un precedente affresco, ora visibile grazie a una finestrella lasciata aperta sulla parete destra, in basso, una sorta di “omaggio” al giottista voluto dalla direttrice dei lavori, Sara Ragazzini. Venne poi rinnovata nei primi decenni del Seicento con una sontuosa composizione pittorica realizzata dal maestro del “buon fresco” Matteo Rosselli, con la collaborazione di Domenico Pugliani, e arricchita dalla tavola d’altare di Jacopo Chimenti, detto l’Empoli, con la Vergine con S. Nicola e altri santi; della decorazione trecentesca sono rimasti il monumento tombale con stemmi araldici sul muro di sinistra e i capitelli, perfettamente inseriti tuttavia nell’elegante equilibrio compositivo complessivo degli elementi – i cicli narrativi ad affresco, le architetture, le sculture, le decorazioni a stucco -. Le pitture parietali raccontano le storie di San Nicola, mentre sulla volta sono raffigurati i quattro Evangelisti, e nella parte inferiore delle lunette allegorie e putti. Infiltrazioni, umidità di risalita dal suolo, assestamenti strutturali e soprattutto la spessa coltre di nerofumo, oltre a una patina di fissativo dovuta a un restauro della seconda metà dell’Ottocento, avevano ridotto le decorazioni della cappella in misere condizioni: «Già dalle prime puliture con acqua deionizzata è riemersa la straordinaria varietà di colori, gli innumerevoli dettagli, la ricchezza delle dorature», ha commentato la restauratrice Cristiana Conti, che si è occupata della parte pittorica mentre il restauro degli elementi scultorei è stato seguito dalla collega Nicoletta Carniel.
I lavori sono stati finanziati grazie all’intervento di Friends of Florence, l’organizzazione americana no profit che dal 1998 sostiene il patrimonio dell’area fiorentina. «Questo restauro, condotto da un’equipe tutta al femminile – ha commentato Simonetta Brandolini d’Adda, presidente dell’organizzazione – è l’ultimo di una serie di interventi che stiamo finanziando nel complesso. Ringraziamo The Giorgi Family Foundation per averlo sostenuto».
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