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La svolta

Firenze, moschea adesso c’è la nuova sede: accettata l’offerta per l’acquisto

Firenze, moschea adesso c’è la nuova sede: accettata l’offerta per l’acquisto

Il luogo di culto si sposterà di pochi metri, sarà trasferito nell’ex fondo di Banca Intesa

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FIRENZE. La mosche ha trovato casa. Dopo tanti tentativi andati a vuoto la comunità islamica può festeggiare. Ed è proprio in un clima di festa che l’imam Izzedin Elzir dà l’annuncio: la moschea si trasferirà negli spazi dell’ex filiale di banca Intesa in via Martiri del popolo. La banca ha accettato l’offerta di 1.251.000 euro della comunità islamica, l'unica pervenuta, ora si può procedere all’acquisto.

Una svolta attesa dai fedeli che, a causa dello sfratto, sono costretti a lasciare la vecchia moschea di piazza de’Ciompi, ma la nuova sede permetterà a tutti di non dover modificare troppo le proprie abitudini, trovandosi solo a pochi metri di distanza dall’altra. «La comunità ha avuto fiducia in me, non è stato facile perché tante notizie non potevo darle» dice Izzedin Elzir prima di lanciarsi in una serie di ringraziamenti, dall’amministrazione «Nardella e Funaro li ho chiamati anche a mezzanotte e alle 6 del mattino», al console di Israele a Firenze Marco Carrai «Mi ha detto di essere disponibile a dare una mano in qualsiasi modo», a Franco Cardini «Il primo donatore, ci ha dato un finanziamento di 1000 euro per la compravendita della moschea». Grande soddisfazione per la soluzione della vicenda anche da parte del sindaco di Firenze Dario Nardella: «Dopo 20 anni di discussioni siamo riusciti a individuare la nuova moschea».

Tra le tante ipotesi che si erano susseguite nel tempo c’erano state quella dei Lupi Toscana, poi quella di viale Europa, fino ad arrivare alla decisione della proprietà dell’attuale moschea di procedere allo sfratto con l’ufficiale giudiziario «Ma - dice il sindaco - è stata la scintilla che ha accelerato il processo». La nuova moschea misura circa 487mq. «E sarà una soluzione permanente - spiega il primo cittadino - Qui la comunità ha già sperimentato con successo la convivenza con la moschea. Il quartiere non l’ha mai vissuta come problema ma come una ricchezza. Ha vinto la tenacia e il dialogo».

Si toglie poi qualche sassolino dalla scarpa: «Non è stato semplice lavorare in silenzio quando ogni giorno ci sono i primi della classe che chiacchierano dalla finestra. Ma noi non abbiamo raccolto le provocazioni». Annunciato poi l’arrivo del segretario della lega islamica mondiale nei prossimi giorni. Non sono ancora definiti i tempi necessari per il trasferimento, ma la struttura è in buono stato. La destinazione d’uso dello spazio inoltre dovrà cambiare da direzionale a lungo di culto, ma non impedirà alla comunità islamica di prenderne già possesso. Per quanto riguarda le donazioni l’imam chiarisce: «Abbiamo sempre fatto autofinanziamenti, sarà così anche stavolta. È un sacrificio che i fedeli fanno per il loro credo. Accetteremo anche donazioni di altre persone. Chi ha dubbi sull'utilizzo dei fondi può venire da noi, gli facciamo vedere i conti, però poi chiediamo a chi ha dubbi di mostrare il proprio conto». E a tal proposito anche il sindaco chiarisce: «I fondi ci sono e non c'è un mutuo, così come non ci sono fondi governativi».

A ringraziare le tante realtà che hanno contribuito anche l’assessora Sara Funaro: «C’è stato gioco di squadra: cittadini, comunità ebraica, valdese, evangelica, cristiana, buddista e il circolo». Soddisfatto anche l’assessore Andrea Giorgio: «Una fantastica notizia, frutto dell’impegno dell’amministrazione, di quello della comunità, del supporto dei cittadini e di tante associazioni, forze politiche e comunità religiose. La nostra città è più ricca, democratica e inclusiva». Mentre Carrai aggiunge: «Ringrazio i vertici di banca Intesa per aver capito l’importanza di questo simbolo per tutta Italia». A stretto giro arriva poi il commento dell’ex assessora all’urbanistica Cecilia Del Re: «Felice che la comunità islamica abbia una nuova casa e che la norma che ho inserito nel nuovo piano operativo per favorire nuovi luoghi di culto in città potrà in questo caso e in futuro agevolare la trasformazione dell’immobile in moschea».
 

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