Gioco
Piero Pelù porta il rock a Sollicciano: «Migliorate le carceri con il Pnrr»
Ha cantato i suoi successi ai detenuti, accompagnato dal chitarrista Finaz
FIRENZE. “Gigante”, “El Diablo”, “Regina di cuori”, il rock entra nel carcere di Sollicciano grazie alla voce di Piero Pelù. Il cantante, accompagnato dal chitarrista Finaz, storico membro della Bandabardò, si è esibito in un vero e proprio concerto davanti a circa un centinaio di detenuti a cui ha dedicato i suoi grandi successi.
A raccontare l’esperienza attraverso i suoi profili social, dopo il live di ieri mattina nell’auditorium del carcere, è lo stesso Pelù: «Ho fatto visita ai ragazzaccc detenuti nel carcere di Sollicciano con un mini-live insieme a Finaz - scrive il rocker - le mie canzoni, suonate e cantate qui, si sono arricchite di un nuovo valore!». Un evento che per il cantante vuol dire anche accendere un riflettore sulla situazione delle carceri e sensibilizzare l’opinione pubblica: «La situazione dei penitenziari ci impone di stanziare più soldi possibili del Prr - spiega Piero Pelù - per aumentare il personale in tutte queste strutture e per migliorare le condizioni di detenuti e detenute, nonché di insegnanti, medici e personale penitenziario, perché anche da loro dipende la qualità della società italiana futura».
Un messaggio che guarda alle attuali condizioni del carcere, alle criticità, ma anche al futuro dei detenuti e al loro reinserimento nella società. «Basta con carceri sovraffollate - sottolinea il cantante, usando i suoi profili Instagram e Facebook per diffondere il messaggio - sì alle prigioni dove la dignità dell’individuo è centrale, dove si incentiva tutto quello che può davvero aiutare questi detenuti ad uscire un domani dal carcere come persone nuove, capaci di costruirsi una nuova vita. Un altro carcere è possibile!». A margine dell’iniziativa Pelù ha infatti evidenziato: «Vorrei che Sollicciano diventasse come quei carceri, purtroppo rari, dove veramente le persone vengono riabilitate e rilanciate per una nuova vita, quindi indirizzate professionalmente per non rischiare che tornino a delinquere quando usciranno».
E dopo aver parlato con i ragazzi il cantante ha raccontato: «Una di loro mi ha detto “Vogliamo fare scuola di canto, seriamente, per diventare cantanti”. Io dico sì alla scuola di canto come dico sì a quella di orticoltura, di falegnameria, di pizzeria, alla scuola per muratori. Tutto quello che può davvero aiutare questi detenuti un domani ad uscire dal carcere e costruirsi una nuova vitaÈ stato bello vedere un ragazzo e una ragazza che si baciavano durante il mio piccolo concerto, mi ha fatto pensare a Mare fuori e alla mia esperienza con i ragazzi di Nisida nel 2018 che ha ispirato la canzone Gigante».
Un’esperienza decisamente positiva anche per Antonella Tuoni, la direttrice del carcere di Sollicciano che afferma: «È stato emozionante, una giornata di musica che si è svolta cornice festosa e positiva per i detenuti, uomini e donne, e per il personale di sorveglianza. La musica è un collante universale e speriamo che ci siano altre occasioni del genere».
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