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Grandinata a Firenze, l’esperto: “Vi spiego perché non è stato un evento eccezionale: sarà un maggio piovoso”
Bernardo Gozzini, direttore del Lamma: le perturbazioni ci permetteranno di affrontare l’estate in modo meno drammatico
FIRENZE Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma, la grandine che si è abbattuta su Firenze è da considerarsi un evento eccezionale?
«No, considerato il periodo. Maggio, essendo una stagione intermedia, è caratterizzata da un contrasto tra aria calda e aria fredda, per cui possono avvenire dei fenomeni temporaleschi che portano anche alla grandine».
Eppure, fino a pochi giorni prima parlavamo di siccità. Che maggio ci dobbiamo aspettare?
«Questa acqua crea sollievo e dà supporto, a parte le problematiche che ha causato a livello locale. Ma la primavera è un periodo fatto anche di piogge, che sono importanti per affrontare la stagione secca che verrà. Inoltre, favoriscono la ricarica delle nostre riserve principali, quali Bilancino e Montedoglio. Questi primi quattro mesi sono stati altalenanti: gennaio è stato piovoso, febbraio è stato secco, mentre marzo ha visto abbastanza piogge, seguito da aprile, che non ha visto molta pioggia. Il mese di maggio sembra che continui con la fase perturbata, anche nei prossimi giorni, permettendo di affrontare l’estate che verrà in modo meno drammatico. Ma è proprio grazie ai nostri due bacini, che l’estate scorsa erano quasi sempre pieni, che in Toscana la situazione non è mai stata troppo preoccupante».
La tempesta che si è abbattuta su Firenze è avvenuta in poco tempo: è bastata meno di un’ora e la città ha visto le strade imbiancate e allagate. Com’è possibile?
«Con il passaggio della massa d’aria molto fredda in quota, che ha creato una differenza di temperatura tra la massa d’aria al suolo e la temperatura in quota, ha portato una differenza che ha generato alcuni fenomeni sparsi a macchia di leopardo che, localmente, hanno avuto una maggiore intensità e forza. La grandine è un fenomeno che si crea all’interno di una nube temporalesca che, come se fosse una centrifuga, presenta correnti ascensionali che portano le gocce d’acqua delle nubi verso l’alto, trovando una temperatura sottozero. Nasce quindi il chicco, e quando raggiunge un certo peso, scende verso il basso. A sua volta, il chicco può essere colpito da forti venti discensionali e non riesce, nel passaggio all’interno dell’atmosfera, a trasformarsi in acqua. Arriva perciò al suolo sotto forma di ghiaccio, quindi grandine».
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