Italia
Jovic, Terzic e il post galeotto che critica Italiano. Arrivano le scuse
Scivolone social dell’attaccante e del terzino che rilanciano una foto contenente un attacco all’allenatore: le scuse arrivano attraverso Instagram
FIRENZE. Uno scivolone social, capace però di fare il giro del mondo nell’arco di una notte o poco meno. Oltre all’amarezza per la sconfitta, in rimonta, subìta contro il Basilea, giovedì sera al Franchi, c’è pure quella rimasta attaccata a due dei giocatori viola, Luka Jovic e Aleksa Terzic, il primo subentrato a 10 minuti dalla fine, col secondo rimasto in panchina per tutta la durata della gara. Ad alimentare la tensione, c’è anche il “misfatto” che ha coinvolto i due giocatori serbi che hanno condiviso una foto pubblicata da una “fanpage” dell’attaccante ex Real Madid. Fin qui nulla di male, anche perché il contenuto pareva assolutamente innocuo, con l’immagine delle maglie dei due appese nei rispettivi box dello spogliatoio all’interno del Franchi. Peccato che il post originario contenesse un messaggio fortemente critico nei confronti di Vincenzo Italiano (per altro, gestito dallo stesso entourage, guidato da Fali Ramadani), in cui si motiva il ko con gli svizzeri con un “disastro tecnico” messo in atto proprio dall’allenatore.
Stando alla ricostruzione dei diretti interessati, si sarebbe trattato solo di una svista, per cui è stato chiesto subito scusa, sempre a mezzo social. «Desidero esprimere le mie scuse al mister – ha scritto in una storia Instagram Jovic –, ai miei compagni e alla società per quanto pubblicato nella serata di ieri. Io avevo fatto solo la foto. E’ stato un mio errore e non era mia intenzione sminuire il lavoro che insieme all’allenatore tutti noi stiamo facendo. Ho sbagliato e ho chiesto scusa. Andiamo avanti tutti insieme». Gli ha fatto eco pure Terzic. «Desidero esprimere le mie scuse al Mister, ai miei compagni e alla società per quanto accaduto. Il mio gesto, pur essendo stato fatto in automatico e senza soffermarmi a leggere il contenuto del post, è stato sbagliato e avrebbe potuto causa malintesi e incomprensioni. Ho sbagliato. E ieri, come oggi e domani, bisogna remare tutti nella stessa direzione».
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