Firenze, notti in presidio in viale Redi per evitare l’abbattimento dei pini
In cinquanta passano ore a «controllare» gli alberi lungo la strada. Il cantiere non viene aperto. L’assessore: «Ci sarà una nuova ricognizione»
FIRENZE. Sono stati notti cariche di tensione, quelle che i residenti hanno vissuto per impedire l’abbattimento degli alberi di viale Redi. Tutto ha inizio l’estate scorsa, quando 52 pini sono stati abbattuti, suscitando non poche polemiche da parte di un gruppo di residenti e delle associazioni Italia Nostra e Legambiente, che ricordavano come i pini fossero in classe C, e quindi non da abbattere. Un presidio desiderato dagli stessi residenti, che hanno appreso dell’abbattimento tramite la cartellonistica stradale. Sono stati consiglieri comunali Dmitrij Palagi, Antonella Bundu, Francesco Torrigiani e Giorgio Ridolfi di Sinistra Progetto Comune, a sostenere i cittadini in questa battaglia, definendo la scelta dell’abbattimento come «un progetto nato tra numerose proteste, per la modalità con cui la politica ha mancato di confrontarsi, nonostante sia noto che il verde urbano è una priorità molto sentita dalle persone».
Per questo motivo, è stato organizzato un presidio dalla durata di tre notti, proprio perché la chiusura del viale era prevista dalle 23 alle 5, 30 del mattino, quando sarebbe dovuto svolgersi l’abbattimento. L’ultima notte di protesta ha visto una grande partecipazione, tra le 40 e le 50 persone, nonostante il tardo orario. «Mercoledì sera siamo rimasti fino alle 1. 45, e non è intervenuto nessuno tra polizia e ditta in appalto- spiega Dmitrij Palagi-. Il presidio è finito e non c’è stato nessun intervento, ma penso che sia sbagliato lasciare la cittadinanza in una condizione di incertezza. Era necessario approfittare del momento per aprire un dibattito. Le persone erano soddisfatte, ma penso che non sia rispettoso nei loro confronti: si preoccupano del verde urbano e vorrebbero delle risposte». Anche Legambiente si è schierata al fianco dei consiglieri comunali, esprimendo la propria contrarietà, nel merito e nel metodo scelto per abbattere gli alberi. L’associazione, inoltre, denuncia che il procedimento adottato nei confronti degli alberi di viale Redi sia stato sbrigativo, svolto senza dialogo con la cittadinanza e, soprattutto, in periodo di nidificazione. Non solo Legambiente: anche l’associazione Italia Nostra, che ha accusato il Comune di non prendersi cura del verde che arricchisce la nostra città: «Questo è in sintesi cosa si sta facendo a Firenze alle alberature ornamentali dei parchi e dei giardini pubblici. Invece di mantenere e arricchire, si sta sistematicamente distruggendo quello che non è semplice “arredo urbano”, ma un bene comune fondamentale e decisivo per la qualità della vita degli abitanti delle città contemporanee». L’assessore all’ambiente Andrea Giorgio, ha commentato la rimozione definendola come «parte di un progetto di riqualificazione complessiva della strada approvato dall’amministrazione nel 2021», aggiungendo che l’intervento ha l’obiettivo di risolvere alcune criticità relative alla sicurezza stradale, segnalate da anni dai cittadini, sia a livello di pavimentazione che di funzionalità della rete di smaltimento delle acque meteoriche, dato che le caditoie presenti risultano danneggiate dalle radici degli alberi. Inoltre, l’assessore ha spiegato che l’apparato radicale affiorante crea problemi all’asfalto con le radici che arrivano anche a metà carreggiata e, con la realizzazione del progetto, le piante saranno sostituite e raddoppiate. «Al fine di ridurre il più possibile le interferenze con l’avifauna eventualmente presente- continua l’assessore- prima dell’avvio dei lavori, gli operatori della ditta specializzata procederanno ad una seconda ricognizione in quota e pianta per pianta, interrompendo il taglio nel caso sia rilevata la presenza di nidi». Al momento, i cartelli sono stati sostituiti, annunciando delle nuove date: dal 5 al 6 maggio, dalle 23 alle 5. 30, viale Redi verrà nuovamente chiusa per gli interventi di abbattimento.
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