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Firenze, rapina in farmacia: il bandito disarmato dall’addetta alle pulizie. ll racconto choc della figlia del titolare
Succede al Galluzzo, colpo sventato grazie al coraggio di un’incaricata delle pulizie. Anna Ara: «Mi ha puntato l’arma contro, sapevo che potevo morire»
FIRENZE. Momenti di terrore puro: sono quelli vissuti martedì pomeriggio intorno alle 18 alla Farmacia del Galluzzo, in via Senese, quando un rapinatore armato di pistola ha fatto irruzione confondendosi tra i clienti. Terrore ma anche tanto sangue freddo. Alla prima distrazione infatti il malvivente, che poi è riuscito a scappare sebbene quasi a mani vuote, si è ritrovato disarmato e con la pistola puntata contro. Tutto merito del coraggio di un’addetta alle pulizie, riuscita ad afferrare la pistola approfittando di un suo momento di distrazione. Sul posto è poi intervenuta la polizia, che indaga sul caso.
Il bandito, descritto dai testimoni come un giovane che parlava con accento toscano, è entrato e si messo in fila insieme agli altri clienti. Tutto normale, se non fosse che aveva il volto completamente coperto da uno scaldacollo e dal cappuccio della felpa. Quando è stato il suo turno ha estratto una pistola da una tasca e l’ha puntata contro le dipendente: «Ora dammi tutti i soldi». La donna, sotto choc, si è rifugiata sotto al bancone. Davanti al malvivente armato è rimasta Anna Ara, figlia del titolare Enrico Ara. Il rapinatore ha fatto il giro del banco per prendere i soldi dalla cassa. Aveva in mano due sacchetti e li voleva riempire, ma ha fatto in tempo a prendere solo cento euro. Infatti per avere le mani libere ha appoggiato la pistola sul bancone. Una frazione si secondo, e una delle addette alle pulizie si è fatta coraggio e ha afferrato l’arma e l’ha puntata contro il giovane bandito. La donna, mentre con una mano teneva la pistola, con l’altra tentava di strappare lo scaldacollo indossato dal malvivente per smascherarlo. Tra i due è nata una colluttazione, nel corso della quale la donna ha gettato l’arma verso l’uscita della farmacia, dove un’altra addetta alle pulizie l’ha afferrata scappando all’esterno del negozio, inseguita dal rapinatore. Alla fine il giovane è scappato portando via l’arma, che nel frattempo la donna aveva gettato a terra.
A raccontare i momenti concitati della rapina, e la paura, è Anna Ara, figlia del titolare: «Stavo servendo e non l’avevo nemmeno visto entrare – racconta –, si è presentato al banco e ha puntato l’arma contro la collega accanto a me che m i ha detto “Anna c’è una rapina, ha una pistola”. Poi si è buttata in terra, io allora ho aperto la cassa al rapinatore gli ho detto che poteva prendere quello che voleva». «Mi sono vista la pistola puntata davanti – racconta ancora –, ho avuto paura ma è stato come essere in un film, da una parte c’è la consapevolezza che uno può morire da un momento all’altro, ma c’è anche la consapevolezza che occorre mantenere la calma». «In passato erano avvenute altre rapine – dice sempre la farmacista – ma mai con una pistola». «Anche il magazziniere – prosegue – si è visto puntare contro la pistola, lui era sul retro, ha sentito confusione, si è affacciato in negozio, lo ha visto e si è girato per tornare indietro e dare l’allarme, ma il rapinatore gli ha detto di non muoversi».
Poi il malvivente si è fatto aprire la cassa e ha fatto l’errore di poggiare l’arma, scatenando la reazione dell’addetta alle pulizie, che di fatto è riuscita sventare la rapina. La farmacia è dotata di impianto di videosorveglianza. Le immagini potrebbero aiutare la polizia a risalire all’identità del rapinatore. Resta da chiarire anche se l’arma usata fosse vera o una pistola giocattolo: «L’addetta che l’ha presa ha detto che era molto pesante – racconta ancora Anna Ara –, per cui è possibile che fosse vera».
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