Il Tirreno

Firenze

Tribunale

Firenze, crac del centro estetico “Body Care”: a processo titolare e due dipendenti

di Matteo Leoni
Firenze, crac del centro estetico “Body Care”: a processo titolare e due dipendenti

Le clienti convinte a siglare finanziamenti per trattamenti mai erogati

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Hanno pagato trattamenti chiedendo finanziamenti per miglia di euro, ma poi il centro estetico è stato chiuso, le prestazioni non sono state erogate e le numerose clienti si sono ritrovate con le rate da pagare. La vicenda è quella del centro estetico “Body Care” di via Santa Caterina d’Alessandria.

Adesso la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per la ex titolare, una fiorentina di 66 anni. Secondo le indagini, dirette dalla pm Christine Von Borries, l’imprenditrice avrebbe provocato il dissesto della società che gestiva il centro, la Mobi srl, accumulando debiti con lo Stato, falsificando i bilanci per più anni consecutivi, e distraendo beni con operazioni spericolate. Le accuse contestate sono quelle di false comunicazioni sociali, truffa e insolvenza fraudolenta. La procura fiorentina ha chiesto il rinvio a giudizio anche per una donna di 43 anni e per una di 45, entrambe dipendenti del centro, alle quali vengono contestati i reati di truffa e di insolvenza fraudolenta.

Tra il 2014 e il 2019, anno in cui è stata dichiarata fallita dal tribunale del capoluogo toscano, la società avrebbe accumulato un passivo di quasi 2,5 milioni di euro. Contestato anche il mancato pagamento delle imposte locali e dei contributi previdenziali e assicurativi.

Nel 2019 poi, quando la società era già in stato di insolvenza, l’imprenditrice avrebbe ceduto locali e dipendenti, «unico elemento attivo del patrimonio», per la cifra simbolica di un euro a un’altra società, risultata gestita dall’anziana madre.

Ma non finisce qui. La titolare del centro e le due dipendenti indagate sarebbero arrivate a truffare anche le loro clienti, proponendo la sottoscrizione di finanziamenti per pacchetti di trattamenti estetici, ricevendo i finanziamenti senza mai provvedere alla loro estinzione. Dopo la messa in liquidazione della società, le clienti non hanno più potuto usufruire dei massaggi e dei trattamenti già pagati.

Complessivamente nel procedimento risultano come persone offese una ventina di clienti che sono state indotte a siglare i finanziamenti. Alcune si sarebbero indebitate per cifre di oltre 10mila euro.

Del caso nel 2020 si era occupata anche Federconsumatori Toscana. Tra le clienti indotte a chiedere i finanziamenti, anche una donna che ha raccontato di essere stata convinta a firmare per 4mila euro. E poi di essere stata indotta a cambiare finanziaria, in nome di un presunto risparmio. La malcapitata tuttavia avrebbe scoperto solo dopo che il primo finanziamento, lungi dall’essere stato estinto, si era sommato al secondo che le era stato fatto firmare, per un totale che sarebbe arrivato a 9mila euro. Nell’occasione Federconsumatori Toscana aveva anche fatto un appello alle società finanziarie affinché bloccassero le rate dei finanziamenti. L’udienza preliminare davanti al gip è fissata per il 25 ottobre prossimo, durante la quale il giudice dovrà decidere della richiesta di processo.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa