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Fiorentina, Rocco Commisso: «Lo stadio è un mio fallimento, non metterò soldi sul Franchi»

di Francesca Bandinelli
Fiorentina, Rocco Commisso: «Lo stadio è un mio fallimento, non metterò soldi sul Franchi»

Il patron viola in conferenza stampa: «Non è un monumento all’altezza di Firenze, ma penso che alla fine si farà anche senza i soldi dell’Europa. Perché Renzi parla solo ora delle curve da abbattere?»

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FIRENZE. Rocco Commisso, rientrato nelle scorse ore dagli Stati Uniti in vista del rush finale della sua squadra, ha interrotto il suo silenzio in tema di stadio. «Non so se mi hanno preso in giro – ha detto durante una lunga chiacchierata con la stampa, allo stadio Franchi -, ma nella mia vita la questione stadio rappresenta il più grande fallimento. Forse è colpa mia, che ho creduto di poter fare certe cose. Qui c’è un altro modo di fare le cose, diverso rispetto a quanto accade in America. Forse, si dovrebbe essere un po’ più “rivoluzionari”. Sono arrivato a 73 anni senza aver mai fallito ciò che mi ero prefissato: stavolta invece è successo».

Il mancato finanziamento dei 55 milioni di euro che sarebbero dovuti arrivare dalla Commissione Europea (in realtà, si tratta di 70 milioni, alla luce dei rincari dei mesi scorsi), è indiscutibilmente una “ferita”, specie per lui che poco più di due mesi dopo lo sbarco nel calcio Italiano, si era subito mosso per cercare di realizzare una “casa” più confortevole per i tifosi viola. «Siamo ostaggio del sistema e della politica italiana, spero che tutti i politici si mettano in testa che la Fiorentina è un asset importantissimo per la città e va rispettato come si rispettano altre cose. Dicono tutti che questo stadio è un monumento ma per me non lo è, l'ho visto anche ora e non è all'altezza di Firenze. Non metterò mai soldi di mio, questo impianto è del Comune, noi a questo punto vogliamo risposte. Una strada si fa con i soldi pubblici ma non la usa solo chi ha l'auto. Io ho rispetto di tutti, ma la politica non ci aiuterà mai a fare uno stadio in tempi e con i costi giusti e che mi garantisca il pieno controllo».  

Commisso, nonostante tutto, continua a restare fiducioso e si rivolge soprattutto al leader di Italia Viva, il senatore Matteo Renzi: «Rimango ottimista sul progetto di restyling del Franchi, io credo che alla fine si farà. Cinquantacinque milioni non sono una cifra insormontabile e il sindaco Nardella vuole uscire con un traguardo raggiunto. Quanto a Renzi e alla sua proposta di abbattere le curve del Franchi, perché non lo ha detto 4 anni fa?». Quello che la Fiorentina chiede con forza sono risposte, da parte dell’amministrazione comunale: «Abbiamo bisogno di avere certezze – ha aggiunto il direttore generale della Fiorentina Joe Barone -: serve sapere dove giocheremo, a quanto ammonterà l’affitto e quanto durerà la futura concessione. Non possiamo essere ostaggio della politica, non siamo un giocattolo».

E i tempi per queste risposte quali saranno? «Forse non lo sanno ancora nemmeno loro», chiosa laconico Commisso. Tra le ipotesi al vaglio, come aggiunto poi dal dg, ci sarebbe anche quella del campo da rugby, anche se resta da capire chi finanzierebbe le migliorie necessarie. Da non sottovalutare è pure il fatto che, uscendo dal Franchi durante il periodo dei lavori, la Fiorentina andrebbe in contro a un ridimensionamento della percentuale dei diritti televisivi futuri, calcolata sulla base delle presenze all’interno dell’impianto.

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