La protesta
Dardano strappa e va con Renzi, i dem in versione zen: «Matteo è giù nei sondaggi, cerca la rissa»
La consigliera della lista Nardella passa a Italia viva. Il sindaco: incomprensibile. Il senatore: Le fughe non sono colpa delle interviste su Vogue». Ma una rilevazione lo dà in calo a Firenze
FIRENZE Ancora una fuga, questa volta di peso per via del legame con il sindaco, verso Italia Viva a Palazzo Vecchio. Tra gli sgarbi con gli alleati e i mal di pancia post-congresso non si placano le fibrillazioni della truppa dem fiorentina, attesa tra un anno dal voto comunale in cui renziani promettono di farsi sentire. Protagonista è la capogruppo della lista Nardella, Mimma Dardano, che, come anticipato dal Tirreno, aderisce ai renziani in dissidio con la nuova linea dem: «Recentemente alcune sbandate ideologiche e alcune scelte, a mio parere irragionevoli, del Pd mi hanno convinto a entrare nella casa dei riformisti». Dardano raggiunge la ex consigliera dem, Barbara Felleca, con la possibilità di dare vita a un gruppo autonomo Iv in Consiglio. Una mossa che lascia indifferenti i vertici regionali ma scuote quelli fiorentini con il sindaco, Dario Nardella, che parla di «una scelta incomprensibile e credo lo sia anche per i nostri elettori» ma i suoi raccontano davvero sereno.
«Matteo cerca la rissa, Dario lo lascerà smanacciare, Renzi fa così quando è in difficoltà e in fondo ora che ha rotto con Calenda precipiterà nei consensi», raccontano dall’entourage del sindaco. Certo fra i dem ieri è montata un po’ di arrabbiatura. Il segretario comunale, Andrea Ceccarelli, definisce quella di Dardano «solo di un’operazione di palazzo». Mentre il capogruppo dem, Nicola Armentano, commenta: «Resto sconcertato, anche per la forma, sarebbe stato buona prassi avvertire. Non c’è stato nessun confronto». A rilanciare le preoccupazioni dem sulle conseguenze dell’esodo è lo stesso Matteo Renzi: «La fuga dal Pd non nasce dalle interviste a Vogue ma dalla mancanza di chiarezza sui contenuti. Noi forse non azzecchiamo sempre i colori e talvolta veniamo spettinati in foto ma abbiamo le idee chiare».
In particolare, sulla corsa per Palazzo Vecchio del 2024, sospesa tra l’ipotesi Stefania Saccardi e la possibilità di una convergenza con la grande delusa dem, l’ex assessore Cecilia Del Re. Scenari che spingono la segreteria dem fiorentina a convocare una riunione la settimana prossima per fare il punto sulla strategia da mettere in atto. Nel frattempo, Dardano si congeda dagli ex compagni di viaggio dopo la svolta a sinistra. «Ritengo che in Iv possa proseguire la mia esperienza politica in chiave autenticamente riformista. Ringrazio il sindaco per la fiducia e le occasioni che mi ha concesso». Saluti non corrisposti da Nardella: «Gesti che fanno pensare a manovre di palazzo, che allontanano ancora di più la politica dalla gente». Resta «incredulo» invece Armentano che lancia un appello alla pattuglia dem a superare le tensioni congressuali: «Tutti devono lavorare affinché nessuno si senta escluso e tutti si sentano protagonisti di un partito che, nonostante i nuovi orizzonti, non deve trascurare le tante anime all’interno». L’adesione di Dardano, sottolineano i vertici cittadini di Iv, Francesco Grazzini e Tommaso Triberti «è una gran bella notizia per chi vuole costruire l’area riformista, lontana da sovranisti e populisti, che il Pd non può più rappresentare».
Con un occhio rivolto alle elezioni del prossimo anno, quando finirà l’era Nardella e si aprirà il risiko delle alleanze. Dal canto suo il Pd toscano, in modalità zen, ostenta sicurezza, derubricando le incursioni renziane a mosse della disperazione. In fondo circola infatti un sondaggio elettorale che prevede un consenso Pd al 39% a Firenze, in risalita dopo le politiche, mentre Italia Viva scenderebbe dal 15 al 10%. I renziani invece confidano di sfruttare il fattore novità e giocare il solito ruolo di ago della bilancia. Le ipotesi in campo, in ordine di probabilità, sono: puntare sulla vicepresidente regionale, Stefania Saccardi, ragionare su un’asse al veleno con l’ex assessore Del Re o convergere verso il centro coinvolgendo un pezzo di centrodestra. Con l’obiettivo, in caso di mancata alleanza con i dem, di guastare la vittoria al primo turno. In pole per i dem rimane la delfina designata dal sindaco, Sara Funaro, che non risulta troppo ostile all’area Schlein, inseguita dall’assessore Andrea Giorgio. Nel mezzo la suggestione civica più sbilanciata a sinistra, Paola Galgani, segretaria fiorentina della Cgil.
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