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A Firenze ok a sedie e tavolini all’esterno ma solo fuori dall’area Unesco: cosa prevede il piano

di Antonio Passanese
A Firenze ok a sedie e tavolini all’esterno ma solo fuori dall’area Unesco: cosa prevede il piano

Il sindaco Nardella e l’assessore Bettarini hanno messo a punto il Piano per il 2023. Le autorizzazioni verranno concesse dal 2 giugno al ponte dei morti a novembre

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FIRENZE. Tavolini straordinari nel 2023 ma soltanto fuori dal centro storico. Il Comune ha deciso di concedere per la prossima estate la possibilità di mettere sedie e tavolini fuori dai locali ma solo nelle strade e nelle piazze non comprese nell'area Unesco. Il piano straordinario a cui sta lavorando l'assessore al commercio e alle attività produttive Giovanni Bettarini permetterà – da giugno a novembre – ai locali fuori dall'area del centro storico di posizionare all’esterno sedie e tavolini. L'obiettivo è approvare gli atti necessari al nuovo piano straordinario (una delibera con il regolamento che deve essere presentata in consiglio) entro le prossime settimane per partire con le concessioni straordinarie il ponte del 2 giugno e mantenerle fino al ponte dei morti a novembre.
Il piano, in preparazione da parte degli uffici, si basa sul regolamento straordinario che era stato studiato lo scorso anno per il ristoro all'aperto ma riammetterà la possibilità di richiedere il suolo pubblico solo alle attività non in area Unesco. Restano ovviamente in vigore le concessioni rilasciate in base al regime ordinario sia in centro storico che fuori. In base al piano straordinario 2023 potranno essere rilasciate in città concessioni straordinarie fuori dall'area Unesco, dove le autorizzazioni rilasciate nel 2022 (lo scorso anno fuori dall'area Unesco furono circa 350 le attività che ne fecero richiesta) sono state giudicate positive e hanno ravvivato luoghi e spazi all'aperto. Tutte le occupazioni saranno soggette al pagamento del suolo pubblico (se non saranno previste esenzioni a livello nazionale) e saranno previste pesanti sanzioni a chi non rispetta il piano che – in caso di reiterazione grave – possono arrivare fino alla revoca delle concessioni.
«Il piano straordinario per sedie e tavolini 2023 è assolutamente innovativo – ha sottolineato il sindaco Dario Nardella – perché da un lato tutela il centro storico e dall'altro promuove i quartieri periferici. Grazie al lavoro dell'assessore Bettarini e degli uffici e grazie alla concertazione con le associazioni di categoria, useremo questo piano come leva per riequilibrare i flussi tra centro e periferie e per dare occasioni di vitalità e promozione sociale nelle aree più marginali. In questo modo si mantiene la situazione a regime nel centro, dove già la presenza di dehors è molto rilevante, senza aprire alla liberalizzazione e senza applicare le misure del Governo, ma si consentirà di utilizzare sedie e tavolini in altri quartieri, ovviamente mantenendo sempre un equilibrio tra residenza e tempo libero».
Non sembrano dello stesso parere, però, le associazioni di categoria che, invece, chiedono a Palazzo Vecchio un dietro front. A iniziare da Cna: «Decisione unilaterale – tuona il presidente Luca Tonini – Le attività escluse sia dal poter presentare domanda per i cosiddetti tavolini, che per i dehorssono 313 tra forni, pizzerie a taglio, rosticcerie e friggitorie. Impossibilitate ad accedere ai tavolini anche gelaterie e pasticcerie, che però possono presentare domanda per i dehors». Santino Cannamela di Confesercenti, invece, ribadiamo la necessità di addivenire quanto prima ad un regolamento definitivo e complessivo della somministrazione su area pubblica, mettendo insieme in un quadro omogeneo e coerente tutte le tipologie di occupazione previste». Infine, Alessandro Sorani di Confartigianato conferma che «i tavolini all’aperto fanno bene alla città».
 
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