Il Tirreno

Firenze

In volo con le Giovani Aquile. Firenze così mai vista prima

di Martina Trivigno
In volo con le Giovani Aquile. Firenze così mai vista prima

In questi giorni a Peretola gli allievi della scuola militare “Douhet” .Siamo saliti sugli aerei per raccontarvi la città da una prospettiva speciale

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FIRENZE. Prima, il Siai S. 208/M accarezza la pista. Poi, è un attimo. L’aereo prende quota, conquista velocità, sempre di più. Il maggiore Antonio Schifano, uno degli istruttori del 60° Stormo di Guidonia, pilota con destrezza quell’aereo quadriposto che si fa spazio nel cielo. La città, sotto, è di una bellezza insolita. Firenze come non l’avete mai vista. O quasi.

Ore 9,20 di ieri, aeroporto di Peretola. I quattro velivoli dell’Aeronautica Militare sono già schierati sulla pista, in attesa del decollo. Anche Il Tirreno sale a bordo per un viaggio sopra i cieli di Firenze. Un volo con le “Giovani Aquile” della Scuola militare aereonautica “Giulio Douhet” di Firenze, a Peretola per familiarizzare proprio con le attività di volo. Al loro fianco, i piloti istruttori che li seguiranno fino a domani, quando si concluderà l’addestramento. «Vedere Firenze dall’alto è sempre un’emozione unica, anche per chi vola da tanto tempo. Per chi farà questa esperienza sarà un’occasione per osservare la città da una prospettiva diversa, mentre per gli allievi rappresenta un fondamentale momento di formazione», spiega il generale Urbano Floreani, comandante dell’Istituto di scienze militari aeronautiche. È tempo di andare. Prendiamo posto a bordo dell’aereo che si muove lungo la lingua di asfalto. Qualche secondo dopo, siamo sospesi, a un passo dalle nuvole. Ma lo spettacolo è sotto i nostri occhi. Il traffico e la confusione della città scompaiono, la grande bellezza prende il sopravvento. C’è il Palazzo di Giustizia, a Novoli, che svetta con la sua architettura su tutto il resto. E poi il parco di San Donato, una grande macchia verde poco distante. Ecco le Cascine, e l’Arno che corre e taglia la città in due parti nette. Ma è arrivando sopra il centro storico che il fiato resta sospeso. Impossibile non apprezzare, anche da lì, il duomo, la cupola del Brunelleschi e, più in là, la basilica di Santa Croce e Palazzo Vecchio. Così vicini, eppure lontani. Il volo continua, tra una virata “dolce” e un’altra più decisa, invece. L’areo sorvola lo stadio, poi torna indietro. Ed è allora che accade: i quattro Siai S. 208/M si avvicinano, si affiancano quasi. E si mettono in formazione. Quattro aerei gemelli che sfrecciano sui cieli di Firenze fanno dietrofront, fino a tornare lì dove tutto è iniziato mezz’ora prima. È il momento dell’atterraggio, i velivoli riprendono la posizione iniziale. Passeggeri e piloti scendono a terra, stringono mani, grati per ciò che hanno visto. Quella stessa esperienza che, in questi giorni, stanno facendo le “Giovani Aquile”. Anche per loro è una prima volta. Qualcosa di simile – raccontano – risale all’anno scorso quando hanno volato con l’aliante. «Ma gli aerei a motore sono un’altra cosa», dicono con l’entusiasmo dei loro 17 anni. Sono 29 e frequentano il corso “Taurus” della Scuola militare “Douhet”. Loro, alla seconda fase del progetto triennale “Giovani Aquile”, sono lì con un obiettivo chiaro: potenziare la capacità di analisi e gestione di tutte le situazioni, anche quelle più complesse. Ma non solo: oltre al progetto, durante i tre anni trascorsi nella scuola, gli allievi avranno la possibilità di sperimentare altre attività di cui alcune a carattere aereonautico, come il corso di volo da diporto o sportivo a motore. Una scuola, la Douhet, inaugurata a Firenze nel 2006 e dove chi la sceglie può seguire i corsi del secondo triennio negli indirizzi classico e scientifico, a cui si accede per concorso pubblico. Il colonnello Massimiliano Macioce, comandante della scuola, racconta che ogni anno le domande sono 800. E che i giovani, sempre di più, si stanno interessando alla scuola. «Si sono conclusi nei giorni scorsi gli open day che organizziamo per far conoscere l’offerta formativa della nostra scuola – sottolinea – e la partecipazione è stata molto numerosa: sono state oltre 650 le adesioni. Spesso sono ragazzi molto giovani, che frequentano la terza media ma già pensano di intraprendere questo percorso».

Quando le “Giovani Aquile” arrivano vicino alla pista, lo sguardo è sicuro e concentrato. Li accolgono il colonnello Macioce e anche il generale Floreani che spiega: «Gli allievi sono motivati e preparati. Sono molto concentrati ed esserlo significa capire quali sono le difficoltà. Accompagnati dai piloti istruttori del 60° Stormo di Guidonia imparano a capire cosa significhi davvero volare, quali sono i rischi e i punti di forza». I ragazzi si preparano, pronti a salire a bordo degli aerei per un’esperienza che – raccontano – non dimenticheranno mai. Sognano, da grande, di diventare dei piloti. E di arrivare lì, dove osano le aquile.


 

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