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Firenze

La sentenza

Firenze, turista morto nella basilica di Santa Croce: tutti assolti i quattro imputati

di Paolo Nencioni

	Gli inutili soccorsi al turista spagnolo morto nella basilica di Santa Croce a Firenze
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Gli inutili soccorsi al turista spagnolo morto nella basilica di Santa Croce a Firenze

Secondo il Tribunale di Firenze il distacco del “peduccio” che uccise Daniel Testor Schnell non poteva essere previsto e fu una tragica fatalità

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FIRENZE. Una tragica fatalità che non poteva essere prevista. E’ stato questo, secondo il Tribunale di Firenze, a provocare la morte di Daniel Testor Schnell, turista spagnolo di 52 anni ucciso il 19 ottobre del 2017 da un frammento di pietra staccatosi da un transetto mentre visitava la basilica di Santa Croce. Oggi, 18 aprile, i quattro imputati sono stati assolti «perché il fatto non sussiste». Tirano dunque un sospiro di sollievo la pratese Irene Sanesi all’epoca dei fatti presidente dell’Opera di Santa Croce (difesa dall’avvocato Tullio Padovani), Stefania Fuscagni che l’aveva preceduta nell’incarico (difesa dall’avvocato Enrico Zurli), il segretario generale Giuseppe De Micheli (difeso da Valeria Valignani) e il tecnico responsabile Marco Pancani (assistito da Luca Bisori). Per loro il pubblico ministero Benedetta Foti aveva chiesto condanne comprese tra 9 mesi (Sanesi) e un anno e sei mesi (De Micheli e Pancani). La tesi dell’accusa era che il distacco di un “peduccio” dal transetto destro della basilica poteva essere previsto con un costante monitoraggio della struttura. Opposta la tesi delle difese, secondo le quali non c’erano elementi per prevedere il distacco e nessuno aveva chiesto o imposto accertamenti. Secondo l’avvocato Zurli il distacco del frammento fu provocato da un’infiltrazione che non si vedeva dall’esterno.

«L’Opera di Santa Croce, in una nota, «esprime soddisfazione per aver visto riconosciuto il valore del proprio impegno per la tutela del complesso monumentale. L’Ente ha posto la massima fiducia nell’accertamento della verità, garantendo all’autorità giudiziaria piena collaborazione e trasparenza.  Il giudizio di oggi conferma la correttezza di chi ha agito, nei vari ruoli, per la cura del patrimonio di Santa Croce e riconosce la rilevanza dell’attività sempre proficua dell’Opera».

«L’Ente è sempre rimasto fedele alla missione secolare di tutelare e condividere il valore del prezioso complesso monumentale che costituisce un patrimonio dell’umanità intera. Questo compito continua a essere svolto ancora oggi con la massima cura, indicando, attraverso specifiche direttive, gli obiettivi da raggiungere e assegnando per la loro realizzazione ingenti risorse economiche, in conformità alle disposizioni per la tutela e conservazione di volta in volta indicate dalla Soprintendenza competente».

«Coerentemente con la sua missione di cura – si legge ancora nella nota – negli ultimi venti anni, l’ente ha scelto di impegnare per la manutenzione ordinaria e straordinaria rilevanti risorse, intervenendo su un’area di circa 12 mila metri quadrati dove vengono custodite ben 4000 opere d’arte. Sono stati realizzati ampi e diffusi interventi che hanno interessato il vasto patrimonio architettonico e artistico, sempre agendo in stretta collaborazione, sotto il diretto controllo delle Soprintendenze competenti».

«L’incidente avvenuto nell’ottobre 2017 all’interno della basilica – conclude l’Opera di Santa Croce – è stato e resta un tragico evento assolutamente imprevedibile, l’Opera di Santa Croce non può che rinnovare anche in questa occasione la sua profonda e sincera vicinanza alla famiglia Daniel Testor Schnell condividendone il grande dolore».

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