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Concorsopoli all’università di Firenze: indagini chiuse. Tra i 22 indagati ci sono Dei, Damone, Calamai e Zanobini
Sono accusati di aver favorito la nomina di alcuni professori della facoltà di Medicina a scapito di altri candidati
FIRENZE. La Procura di Firenze ha chiuso le indagini, iniziate nel gennaio 2020 e delgate al Nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza, su presunti illeciti nei concorsi per professore universitario della facoltà di Medicina dell’ateneo fiorentino, consistiti, secondo l’accusa, nella predeterminazione dei vincitori prima dell’espletamento dei concorsi. Gli indagati sono 22.
In una nota a firma del procuratore aggiunto Luca Tescaroli la Procura rende noto che sono stati ipotizzati «cinque reati di corruzione, uno di rivelazione di segreto d’ufficio, nove di abuso d’ufficio e un delitto di associazione per delinquere, nei confronti di figure apicali dell’Ateneo e delle aziende ospedaliere universitarie fiorentine di Careggi e Meyer». Nel corso delle indagini, spiega ancora la Procura, «sono state emesse plurime ordinanze applicative di misure cautelari personali interdittive. La responsabilità penale dei 22 indagati dovrà essere vagliata nel corso del procedimento penale». Si dà per scontato che per i 22 indagati arriverà a breve la richiesta di rinvio a giudizio, anche se non è così automatico.
Dell’elenco fanno parte alcuni dei nomi più in vista della sanità fiorentina e regionale: l’ex rettore Luigi Dei, Paolo Bechi, l’ex direttore generale di Careggi Rocco Damone, Monica Calamai, che ora lavora in Emilia Romagna, Adriano Peris, Angelo Raffaele De Gaudio, Marco Carini, Lorenzo Borgognoni, Alessandro Innocenti, Alberto Zanobini, ex direttore generale dell’ospedale pediatrico Meyer ora sospeso, Paolo Bonanni, Chiara Azzari, Corrado Poggesi, Massimo Dominici, Flavio Giordano, Lorenzo Masieri, Antonio Messineo, Antonino Morabito, Francesco Morini, Francesco Cairo, Giovanni Beltrami e Zaccaria Ricci.
In particolare Dei, Bechi, Damone, Calamai e Peris sono accusati di corruzione per aver favorito l’assegnazione a Peris di un posto di professore straordinario. Borgognoni, insieme a Innocenti e Dei, avrebbero favorito la nomina di Innocenti a professore associato in cambio della rinuncia di Borgognoni che poi, secondo l’accusa, sarebbe stato premiato con un altro incarico. Zanobini, Poggesi, Bechi, Carini, Dei e Dominici sono accusati di abuso d’ufficio in relazione all’incarico ottenuto dallo stesso Dominici.
Nell’elenco però mancano alcuni dei nomi emersi nella fase iniziale delle indagini.Per esempio quelli del medico personale del papa, Roberto Bernabei, e del professor Niccolò Marchionni.
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