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«Resterai paralizzata» ma al Cto di Careggi la operano e torna a camminare
La rinascita di Gabriella Floridi dopo anni d’infermità: «Mi dissero di rassegnarmi, e invece dopo due interventi di Romoli e Cipolleschi mi sono rimessa in piedi e ho ripreso in mano la mia esistenza»
FIRENZE. La “vita nova” di Gabriella inizia il 26 febbraio del 2020. Quando a Careggi, al Cto di Firenze, il professor Stefano Romoli e la sua équipe la operano per una grave forma di stenosi alla colonna vertebrale, che la stava costringendo su una sedia a rotelle già da molti anni. E il 24 maggio del 2022, Gabriella conosce la seconda tappa della sua rinascita, con il secondo intervento chirurgico al Cto, effettuato questa volta dal professor Edoardo Cipolleschi. Da allora, tanta fisioterapia e tanta voglia di tornare a camminare e a vivere normalmente, nella sua bella casa di via Branaccia, alla Ferruccia di Agliana.
Nell’ultimo anno, seppur con le difficoltà del caso, Gabriella Floridi, ex ragioniera contabile di Perugia, sta tornando ad assaporare il gusto pieno della vita, pur non dimenticando gli anni bui in cui credeva che il suo destino sarebbe stato quello di dividere il suo tempo fra letto e carrozzina.
«I miei problemi di salute – racconta – sono iniziati con delle problematiche di ordine neurologico, che con il passare del tempo si sono aggravate a tal punto da obbligarmi a lasciare il mio lavoro di contabile. Per me è stato un grandissimo dispiacere perché al mio lavoro ero molto attaccata e non credevo neppure di poter continuare a vivere senza occuparmi più di calcoli e “partite doppie”. In seguito, ho iniziato ad accusare forti problemi di deambulazione che, inesorabilmente, mi hanno costretto a ricorrere a una sedia a rotelle per potermi muovere».
Da donna combattiva come è sempre stata nella vita, Gabriella non si arrende a questa situazione e inizia per lei un lungo pellegrinaggio dagli specialisti in ogni angolo di Italia.
«Nessuno però pareva volersi occupare della mia situazione – ricorda – Addirittura, all’ospedale di Padova, il professore che mi visitò mi disse, senza tanti giri di parole, che a poco più di 60 anni mi sarei dovuta rassegnare alla carrozzina visto che un’eventuale operazione alla colonna vertebrale poteva rendermi tetraplegica. Fu quasi per caso che approdai al Cto, dove invece hanno risolto i miei problemi».
Il trovarsi tuttavia all’improvviso in una situazione di semi-infermità ha di fatto consentito a Gabriella di osservare la vita da un’angolatura diversa, come non le era mai capitato prima: «Quando abbiamo la salute, tutto ci appare semplice e dovuto. Quando invece la salute ci abbandona, capiamo come siano importanti per noi semplici azioni quotidiane che, normalmente, facciamo senza rendercene conto. Durante il periodo della mia infermità, perché di infermità si è trattato, ho capito quanto importante sia potersi muovere in autonomia, non fosse altro che per andare a fare la spesa o a passare qualche ora spensierata allo stadio a sostenere il mio Perugia, di cui sono tifosissima».
Adesso, forte della sua rinascita, Gabriella affronta la vita con mordente, con un pizzico di orgoglio: «Sono fortunata perché ho il supporto della mia famiglia, e di mio marito in particolare. Ringrazio però il cielo perché ho un carattere forte, che mi ha consentito di affrontare le difficoltà peggiori».
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