Gioco
Bagno a Ripoli, scappano da scuola a sei anni: la fuga dal buco nella recinzione e poi sul bus fino a Firenze. La preside: «I custodi sono pochi»
È successo alla Marconi di Grassina: «Gli alunni di prima hanno studiato bene il percorso, risultavano assenti»
BAGNO A RIPOLI. A chi non è capitato, durante l’infanzia, di sognare una fuga dalla scuola? Ebbene, quanto è successo tre giorni fa a Grassina, non è solo una fantasticheria, bensì la realtà. I due moderni “Sussi e Biribissi” frequentano la prima elementare della scuola Marconi e lunedì mattina, invece di recarsi in aula come sempre, si sono allontanati dall’istituto senza che nessuno se ne accorgesse. Dopodiché hanno preso un autobus e sono arrivati nel centro di Firenze, atteggiandosi come due piccoli turisti alla scoperta del mondo. Ma la gita fuori porta è durata poco: i bambini sono stati intercettati dalla polizia municipale, che ha avvisato le famiglie.
Parrebbe che i due, 6 anni, si siano approfittati di un buco presente nella recinzione, che si trova nel giardino scolastico. La fuga dal Marconi è stata breve ma intensa e ha scosso non solo le famiglie, che al momento, non sarebbero intenzionate a sporgere denuncia per l’accaduto, ma anche la stessa scuola, rimasta sorpresa della furbizia, inaspettata, dei due bambini.
Il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini, ha commentato il fatto definendolo «gravissimo», aggiungendo: «È andata bene, ma poteva davvero finire in tragedia. Come amministrazione comunale pretendiamo a questo punto chiarezza dalla scuola. Per quanto i bimbi possano essere stati particolarmente “svegli”, è inaccettabile che nessuno si sia accorto di niente». Stando alle ricostruzioni, una volta entrati a scuola, accompagnati dal servizio scuolabus e lasciati al personale scolastico, i due piccoli fuggitivi sono stati in grado di eludere tre controlli: il primo all’ingresso in classe, il secondo all’uscita dalla palestra con la porta allarmata, e l’ultimo una volta superata la recinzione del giardino che circonda l’istituto. «Quando mandiamo i nostri bimbi a scuola dobbiamo avere la certezza che si trovino in un luogo protetto e al sicuro, da cui non possono assolutamente uscire indisturbati a loro piacimento- continua il sindaco Casini-. Abbiamo avviato una serie di controlli e ispezioni interne e chiesto un report alla scuola per accertare ogni responsabilità e impedire che fatti simili accadano di nuovo. I tagli del Miur al personale, che anche quest’anno hanno ridotto l’organico delle nostre scuole, sono concreti e certamente preoccupanti, ma non possono giustificare da soli quanto successo. Lo dico da sindaco e da babbo. La scuola, in questo, deve darci garanzia. È una vicenda su cui occorre massima chiarezza e risposte certe».
Il fatto è stato commentato anche dalla dirigente scolastica del Marconi, Maria Luisa Rainaldi, confermando che i bambini erano stati segnati assenti, a lezione e a mensa: «Farò ulteriori approfondimenti, ma non c’è stata la negligenza di nessuno. Per capire cosa è successo, è opportuno conoscere la struttura dell’edificio: è un labirinto composto da cinque corridoi che non si guardano l’uno con l’altro. Inoltre, siamo sottodimensionati con l’organico dei custodi. I bambini hanno studiato e premeditato la fuga perché hanno capito quali erano i punti dove nascondersi e dove uscire. Inoltre, i custodi mi hanno raccontato che nessun allarme è scattato al momento del loro ingresso nella palestra, dove si sono nascosti, invece di recarsi in classe, entrando da una porta posteriore».
Una fuga degna da Clint Eastwood, nel celebre film “Fuga da Alcatraz”, che lascia l’amaro in bocca, come spiega il sindaco Casini: «Dovrebbe farci riflettere tutti, singolarmente e come comunità, anche sul livello di attenzione che, presi dalla velocità quotidiana delle nostre vite, prestiamo a chi abbiamo intorno».
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