La protesta
Nuovo stadio Franchi, spiraglio Gentiloni: «Si può negoziare sul Pnrr». Renzi: «È una follia»
Il dg viola Barone: Nardella ci farà giocare in città
Firenze La questione del restyling dello stadio di Firenze con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non trova pace. E così, dopo la "strigliata" del commissario europeo all’Ambiente Virginijus Sinkevicius, lesto ad ammonire che «i fondi devono essere usati per investimenti volti ad aumentare la resilienza e a creare nuovi posti di lavoro», ieri ad aprire uno spiraglio è stato il commissario europeo per l’economia Paolo Gentiloni.
«I soldi per il pagamento della terza tranche del Pnrr arriveranno, sono ottimista e non preoccupato. Penso che i punti che sono ancora da chiarire saranno chiariti, vedo grandissima buona volontà da parte del Governo». Da Cernobbio, a margine del workshop Ambrosetti, Gentiloni ha poi aggiunto: «C’è certamente un margine per rinegoziare i termini del Pnrr, e quando arriveranno le proposte di emendamento da parte italiana, la Commissione è pronta ad esaminarle con il massimo di collaborazione e di flessibilità. Abbiamo già approvato la revisione di piani per tre paesi, Lussemburgo Germania e Finlandia: si trattava di piani in relazione all’economia di questi paesi meno importanti di quanto possa essere il piano dell’Italia, Spagna, Romania e Portogallo: paesi in cui il piano è molto importante».
Parole, queste, che hanno subito creato dissenso in Matteo Renzi, leader di Italia Viva e fermo oppositore alla ristrutturazione dell’impianto sportivo mediante l’utilizzo del finanziamento europeo. «L’Ue si dice pronta ad accettare i cambi di progetto del Pnrr - ha subito twittato il senatore -. Il Comune di Firenze e il Governo devono mettere 80 milioni in case popolari e scuole. Per lo stadio, invece, torniamo al progetto della Fiorentina: via le curve, via la soprintendenza! Ma coli soldi dei privati sul modello del Viola Park. Lo stadio pagato al Pnrr è una follia». Concetti, questi, che Renzi ha ribadito pure ieri sera da San Siro, dove ha assistito alla partita della Fiorentina contro l’Inter.
Il prossimo step è quello del 30 aprile, quando la Commissione dirà l’ultima parola in merito al progetto relativo al restyling del Franchi: entro quella data (probabilmente subito dopo Pasqua) rientrerà in Italia anche il patron viola Rocco Commisso e magari sarà proprio lui a fare chiarezza sulle sue intenzioni. Il primo a presentare un progetto di ristrutturazione e copertura dello stadio della città era stato proprio lui, pochi mesi dopo il suo insediamento alla guida del club. Poi, però, a bloccare il tutto fu la Soprintendenza, dando il via ad un lungo percorso ad ostacoli. Il dg Barone, intanto, no ha dubbi: «Siamo contenti del lavoro del Comune e del sindaco Nardella, con cui abbiamo un ottimo rapporto. Il Franchi è vincolato, è un bene nazionale, ma sono sicuro che il sindaco lavori per trovare una soluzione per far giocare la Viola al Franchi o in città durante i lavori». RIPRODUZIONE RISERVATA
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