Sicurezza
Un protocollo tra Regione e Comune per posticipare lo stop agli Euro 5 dentro la città
Le associazioni di categoria incontreranno il Comune di Firenze per chiedere un aiuto
FIRENZE. Il blocco per i veicoli diesel Euro 5 ha una data: il 24 aprile 2023 ma già dalla approvazione della delibera, il 13 marzo scorso, il Comune di Firenze e la Regione Toscana stanno lavorando per far slittare il divieto di un mese o due, proprio come è indicato all’interno della stessa delibera. Le misure di antinquinamento contro il biossido di azoto (NO2) prevedono la sostituzione di tutti quei veicoli considerati, oramai, obsoleti e inquinanti datati dal 2010 al 2015.
A Firenze, però, mezzi di questo tipo sono più di 80mila, molti dei quali sono furgoncini utilizzati dai lavoratori e macchine dei cittadini. Il divieto di transito per i veicoli Euro 5 è previsto per i giorni feriali dalle 8.30 fino alle 18.30 come spiegato da Monia Monni, assessora all’ambiente della Regione: «Quello della qualità dell’aria è un problema ambientale, ma anche di salute e per questo non può essere sottovalutato.
L’obiettivo è quello di mettere in campo tutte le misure necessarie per salvaguardare la salute dei cittadini con attenzione all’impatto sociale. Eventuali divieti per gli euro 5 riguarderanno aree limitate del comune, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30». Si tratta, però, di orari lavorativi che potrebbero mettere in seria difficoltà alcune categorie della piccola e media impresa. Le zone comprese, seppur limitate, sono di centrale importanza perché si tratta dei viali di circonvallazione e di gran parte del centro storico. Inoltre, bloccando l’accesso a queste strade molto del traffico confluirebbe all’interno dei quartieri. Per tutelare i lavoratori, le associazioni di categoria hanno chiesto un incontro con il Comune di Firenze per discutere delle sorti dei lavoratori travolti dal cambio dei veicoli. Un incontro che si terrà il 31 marzo prossimo a Palazzo Vecchio.
«Le categorie economiche più interessate da questo tipo di provvedimento sono gli artigiani e coloro che lavorano nel settore delle riparazioni e dell’edilizia e quindi dispongono di furgoncini. Quello che noi chiediamo, con questo incontro, è di avere una finestra temporale più ampia per permettere ai lavoratori di adeguarsi ai cambiamenti in modo da non gravare troppo sulla condizione economica della persona», aggiunge Jacopo Ferretti, direttore generale di Confartigianato Firenze.
Cambiare un veicolo con uno di tipo euro 6 ha un costo molto alto, soprattutto per gli artigiani che già faticano a sostenere le spese quotidiane a causa di conseguenze legate alla pandemia, e questo graverebbe molto sulle piccole imprese del territorio.
Il Comune, insieme alla Regione Toscana, sta lavorando proprio per tutelare i lavoratori come già indicato dall’assessore all’ambiente Andrea Giorgio: «Siamo al lavoro con la Regione per definire in queste settimane, prima del 24 aprile, un protocollo che consenta di posticipare il termine di introduzione dei divieti, intervenendo da un lato per il miglioramento dei dati sulla qualità dell’aria attraverso ulteriori strumenti di controllo e azioni che non ricadano sui cittadini».
Tra gli strumenti di controllo troviamo, infatti, la sostituzione degli autobus extraurbani con veicoli a basso impatto ambientale. Inoltre: «Stiamo definendo un cronoprogramma graduale di introduzione di eventuali limitazioni accompagnate da incentivi ad hoc per le imprese e i cittadini».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
