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Ramadan, al Marco Polo di Firenze un’aula agli studenti per pregare a ricreazione

di Antonio Passanese

	L’Istituto tecnico Marco Polo di Firenze è da sempre una scuola in cui la diversità è ritenuta una ricchezza e la decisione assunta ieri dal corpo docente lo dimostra
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L’Istituto tecnico Marco Polo di Firenze è da sempre una scuola in cui la diversità è ritenuta una ricchezza e la decisione assunta ieri dal corpo docente lo dimostra

Il preside: «Questa è una scuola inclusiva. Abbiamo risposto alla richiesta di due ragazze»

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FIRENZE.  «Facendo seguito a una richiesta pervenuta da alcuni studenti, si consente di effettuare la preghiera prevista dai rituali del Ramadan durante l’orario scolastico. A partire da lunedì 27 marzo, fino al termine del Ramadan stesso, durante il secondo intervallo, dalle 11.35 alle 11.45, gli studenti di fede musulmana potranno recarsi nell’aula Angela Fiume per la sede di via San Bartolo a Cintoia e in aula Liberamente nella sede di via De Nicola». Questa la comunicazione comparsa ieri pomeriggio sul sito dell’Istituto tecnico Marco Polo di Firenze e che, come era prevedibile, ha sollevato un polverone che nessuno, a scuola, si aspettava.Il preside Ludovico Arte, che rivendica la decisione, spiega che l’idea è nata dopo che due ragazze marocchine «sono venute nel mio ufficio per pormi, con grande garbo ed edcazione la questione. Io sono laico, credo nella scuola non confessionale e credo anche che la religione non possa passare davanti alla matematica, all’italiano o a tutte le altre materie, ma quando dei giovani fanno richieste plausibili ritengo sia giusto accoglierle».

Il preside, che da sempre si batte per la libertà di espressione (anche religiosa), dopo essersi confrontato con i docenti del Marco Polo ha quindi deciso di concedere a tutti gli studenti che ne sentiranno il bisogno la possibilità di pregare. «Chiunque lo vorrà - continua il dirigente scolastico - potrà farlo in qualunque momento. Le due ragazze hanno semplicemente chiesto uno spazio e sinceramente non c’ho visto nulla di male. Questa regola ovviamente vale per tutte le confessioni religiose: se un cattolico o un ebreo vorranno pregare potranno farlo senza alcun problema, durante la ricreazione. La nostra è una scuola inclusiva, e questa decisione lo dimostra». Ma se sui social la decisione assunta al Marco Polo ha scatenato i soliti haters - che si sono lasciati andare a commenti razzisti e da fascia protetta - al preside Arte e a tutto il corpo docente dell’Istituto tecnico arriva invece il plauso della comunità islamica fiorentina di piazza dei Ciompi e in particolare dall’imam Izzedin Elzir. «Questa notizia mi riempie il cuore di gioia - dice - perché la scuola si dimostra davvero un luogo di educazione. L’aver accolto una richiesta religiosa e di spiritualità dimostra che in quell’istituto c’è una direzione intelligente e capace di leggere la realtà. Dobbiamo riconoscere che nella diversità c’è ricchezza. Se da lunedì quelle due ragazze potranno pregare, forse anche insieme ad altri compagni, sarà un valore aggiunto e una ricchezza educativa per tutti. Per questo voglio pubblicamente ringraziare Ludovico Arte e il suo illuminato corpo docente per aver assunto una decisione storica».

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