La manifestazione
Firenze, il giudice assolve Giorgio Moretti nel processo per il crac della Klab
La difesa: «Una sentenza che restituisce serenità a un uomo innocente»
FIRENZE. Il tribunale di Firenze ha assolto “perché il fatto non sussiste” Giorgio Moretti, l’imprenditore fondatore della rete di palestre Klab, nel processo che lo vedeva imputato per bancarotta. Con la stessa formula è arrivata anche l’assoluzione per Mauro Cinti, che era imputato in qualità di presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di Klab gestioni operative.
L’accusa di bancarotta era maturata nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte mazzette intercorse tra il 2011 e il 2012 per l’aggiustamento di pratiche fiscali a vantaggio della Klab gestioni operative, società finita in concordato preventivo nel 2016. Moretti, ex presidente di Quadrifoglio a titolo gratuito, e fondatore degli Angeli del Bello, era accusato di aver provocato il dissesto della Klab, della quale, secondo gli inquirenti, sarebbe stato amministratore di fatto. La procura fiorentina lo accusava di aver prosciugato i ricavi della società stipulando convenzioni d’uso per la gestione delle palestre a costi altissimi, a favore di una società a lui riconducibile.
L’imprenditore, recita il capo d’imputazione dal quale è stato assolto con formula piena, era stato indagato con la contestazione di aver «cagionato intenzionalmente alla Klab gestioni operative un danno patrimoniale allo scopo di procurarsi l’ingiusto profitto costituito dall’acquisizione tramite Kontact srl, dei profitti derivanti dall’attività commerciale di gestione delle palestre».
La sentenza di assoluzione è stata pronunciata ieri mattina dal tribunale collegiale di Firenze, prima sezione penale, presidente il giudice Fabio Frangini. La pm Christine Von Borries aveva chiesto una pena di tre anni e mezzo di reclusione per Giorgio Moretti e di due anni e quattro mesi per Mauro Cinti.
Soddisfazione per l’esito del processo è stata espressa dai difensori di Moretti, avvocati Massimo Megli e Giuseppe Staiano: «Siamo molto soddisfatti – affermano i due legali – di una sentenza, che anche nella formula adottata, la più ampia possibile “perché il fatto non sussiste”, chiarisce la totale estraneità alle accuse mosse dalla procura della Repubblica di Firenze al dottor Giorgio Moretti». «Questa sentenza – proseguono Megli e Staiano – restituisce, seppur dopo sei anni di processo, la serenità a un uomo che si è sempre dichiarato innocente e non si è mai sottratto al confronto nel processo». «È giusto – aggiungono ancora – ringraziare il tribunale collegiale di Firenze, per l’attenzione e la competenza mostrata nella conduzione di un processo che tuttavia già negli atti di indagine, come da sempre sostenuto dai difensori a poi confermato dai consulenti, conteneva tutti gli elementi sufficienti per consentire alla pubblica accusa di chiarire ogni elemento di questa vicenda. Si è dovuto attendere il verdetto del tribunale collegiale che, con un serio e scrupoloso lavoro, è giunto all’esito di una approfondita istruttoria dibattimentale alle conclusioni che la difesa ha sostenuto fin dal primo giorno».
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