Gioco
Sempre col sorriso, una tenacia da leonessa. Fiesole piange Anna, la biologa gentile
Muore a 38 anni dopo una lunga malattia. Oggi l’ultimo saluto nella chiesa di San Salvi
FIESOLE. Guardatela nella foto. Quello è il sorriso di Anna. Lo scriviamo al presente, perché è difficilissimo immaginare di usare il passato. Ognuno di noi, a Fiesole, ognuno di noi che abbia avuto la fortuna di conoscerla, incontrarla, scambiarci anche poche parole, è stato catturato da quel sorriso. Magari stavi attraversando una giornata no e Anna ti avrebbe riportato sulla terra, ridepositato nella vita. Perché guardavi questa giovane donna combattere con la malattia e sembrava che fosse felice, pensavi a quanto dovesse essere dura per lei e lei sfoggiava il suo volto solare, quel sorriso sempre acceso di luce sorretto dagli occhi vispi e intelligenti, ed era come se anche i tuoi pensieri per un’ora o un giorno intero camminassero su quel riverbero, sopravvivessero della sua luce riflessa. Se Anna stava affrontando tutto il suo dolore con quella forza, sarebbe stato ingiusto e perfino disonesto lamentarsi della nostra banale quotidianità.
Aveva 38 anni Anna Boddi ed è stata una leonessa. Se n’è andata ieri mattina nella sua casa di Pian di Mugnone dopo aver lottato come sa lottare una mamma, come non si arrende una compagna innamorata, anche quando non c’era più nulla da fare. Era riuscita perfino a sconfiggerla, la malattia. Almeno la prima volta, dopo l’intervento e le cure, ma era tornata. E dopo mesi ieri ha dovuto dire addio alla sua famiglia, alla sua bimba Laura, di 7 anni, e al compagno Gabriele Menicatti. Un marito e un padre straordinario che ha saputo starle vicino in questi mesi dolorosi e ha lasciato che si avvicinassero a lui e alla bimba zie, nonni, amici perché Anna avesse intorno a sé tutto il calore possibile. Aveva studiato al liceo Gramsci e per anni, da ragazza, si era dedicata alla danza. Poi si era iscritta a biologia all’università di Firenze. Dopo la laurea conseguita con 110 e lode, Anna aveva vinto una borsa di studio al Meyer, ma poi, dal 2011, aveva cominciato a lavorare per laboratori privati, dove è rimasta fino a fine 2020. Un anno fa era tornata alla sua passione, la ricerca, ottenendo un posto a Careggi. «È dura ma ci proviamo, dai». Lottava, Anna. Lottava per Laura, perché anche lei aveva perso la mamma, per una malattia come la sua, da piccolissima. Lottava perché sperava che il destino facesse un giro diverso, guardasse quel sorriso e rinunciasse a un’ingiustizia. È stato cieco. E noi abbiamo gli occhi pieni di lacrime.
L’ultimo saluto è previsto per oggi, mercoledì 22 marzo, alla chiesa di San Salvi a Firenze alle 14,30.
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