Toscana
Firenze, trovato morto in strada all’Isolotto. L’uomo, 62 anni, viveva in un garage
L’allarme dato da una residente, l’ipotesi è quella di un malore
FIRENZE. «Sembrava che dormisse» raccontano i residenti della zona. Il cadavere di Yahia Asa’d, un sessantaduenne originario della Giordania, è stato trovato ieri mattina all’alba da una signora che era uscita a portare fuori il cane. L’uomo era seduto su un muretto che delimita l’accesso ai garage di via Bertoldo di Giovanni all’Isolotto, la schiena appoggiata a una siepe che segna il confine con un piccolo parco pubblico gestito dal Comune. Sul posto intorno alle 6 sono intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sul posto anche la squadra volante e la scientifica della polizia. Da un primo esame, il decesso sarebbe da attribuire a un malore. Per escludere ogni altro scenario tuttavia il corpo è stato portato all’istituto di medicina legale di Careggi per l’esecuzione dell’autopsia.
Il sessantaduenne, conosciuto ai residenti della zona, si guadagnava da vivere mostrando le bellezze di Firenze ai turisti. Aveva una golf car elettrica, con cui li portava a fare dei tour del centro storico. Ma versava in difficoltà economiche. Di recente era tornato nel suo paese. Rientrato in Italia, aveva trovato un alloggio di fortuna nel garage, di cui aveva ancora le chiavi perché in passato aveva preso in affitto un box. Il suo giaciglio di fortuna è stato trovato ieri dalla polizia al secondo piano interrato del parcheggio da oltre 200 posti di via Giovanni di Bertoldo. Accanto al materasso, la sua golf car di colore verde con cui continuava a mantenersi portando in giro i visitatori del centro storico.
«Era una persona tranquilla – racconta Enrico Soldi, che aiuta i titolari del garage nella gestione della struttura – , purtroppo ha avuto questa sfortuna». Il sessantaduenne aveva passato la serata fuori con un amico, che come lui effettua i tour di Firenze con le golf car. Tornato al garage deve essersi sentito male. Probabilmente è uscito per prendere aria, o per chiedere aiuto, ma non ce l’ha fatta, accasciandosi sul muretto davanti all’ingresso. «Un suo amico stamani ha detto che era in attesa che si liberasse una casa in affitto» racconta ancora Enrico Soldi.
«Aveva preso in affitto un box, ma a dicembre mi aveva reso le chiavi dicendo che tornava nel uso paese» racconta il titolare del garage. Da due o tre giorni era tornato ed era rientrato dentro con una chiave che gli era rimasta. «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) quando abbiamo aperto con la polizia abbiamo trovato materassi e la sua minicar. Probabilmente ce l’aveva rimessa nei giorni scorsi. È un garage molto grande e non possiamo accorgerci di tutto».
Una volta rientrato in Italia, pare pochi giorni fa, il sessantaduenne, trovandosi senza casa, aveva trovato rifugio in un angolo del garage di cui aveva ancora le chiavi, nell’attesa di trovare una sistemazione. Probabilmente contava di andare via nel giro di poche settimane: aveva raccontato a un suo amico che stava per liberarsi un appartamento in affitto. Per adesso, trovandosi in Italia solo e con poco denaro, non gli restava che arrangiarsi come poteva. Anche quando si è sentito male non aveva nessuno accanto. A chiedere aiuto non ce l’ha fatta. L’allarme è partito quando ormai per lui non c’era più nulla da fare.
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