Il Tirreno

Firenze

Tribunale

Mostro, la figlia dell’ultima vittima sarà a Firenze per assistere all’udienza

di Matteo Leoni
La piazzola degli Scopeti teatro dell’ultimo omicidio del mostro
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La piazzola degli Scopeti teatro dell’ultimo omicidio del mostro

Anne Lanciotti, figlia di Nadine Mauriot, ha annunciato che verrà in Italia. Il legale: «Sarà qui perché non si accontenta delle verità giudiziarie emerse fino a oggi»

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FIRENZE. I parenti francesi dell’ultima delle vittime del cosiddetto mostro di Firenze potrebbero arrivare per la prima volta in Italia per chiedere conto di quanto fatto fino ad ora dalla giustizia italiana. Per il 6 giugno prossimo è stata fissata l’udienza per discutere dell’opposizione all’archiviazione dell’inchiesta sul presunto depistaggio nelle indagini sui duplici omicidi. In quell’occasione sarà presente Anne Lanciotti, figlia di Nadine Mauriot, uccisa nel 1985 agli Scopeti insieme al compagno Jean Michel Kraveichvili.

«Saputo della richiesta di archiviazione la signora è rimasta molto male e vuole prendere parte a quest’udienza per capire come funziona la nostra giustizia – spiega il legale della donna, avvocato Vieri Adriani –, sa che non potrà parlare ma vuole vedere in volto il giudice che poi dovrà prendere questa decisione». La figlia di Nadine Mauriot, prosegue l’avvocato Adriani, «non si accontenta delle verità giudiziarie emerse fino a ora». La tesi dei familiari della vittima è che i “compagni di merende” «non sono stati gli unici – dice Adriani –, lei è convinta che certe cose non possono averle fatte da soli». «Siamo interessati a sapere – dice ancora – se al di là delle verità ufficiali di questi reati possa rispondere, o dovesse rispondere perché non sappiamo se è vivo, anche qualcun altro».

Nel maggio del 2019, spiega Vieri Adriani, sorsero delle perplessità sulla cartuccia rivenuta nell’orto della casa di Pietro Pacciani da parte del consulente del pubblico ministero, che ipotizzò che la cartuccia potesse essere stata manomessa. La procura disposte lo stralcio e la formazione di un fascicolo autonomo, nell’ambito del quale furono disposti accertamenti del Ris. La relazione però ha tardato ad arrivare, e così alla fine la procura ha chiesto l’archiviazione per la scadenza del termine delle indagini. «Pare che questa relazione del Ris poi dopo la richiesta sia arrivata, però i pm non l’hanno prodotta». «Perché – si chiede il legale – dobbiamo accontentarci di una spiegazione che non è una spiegazione. Dalla prima consulenza depositata dal consulente del pm sappiamo che quella cartuccia non c’entra niente con la beretta che è ritenuta essere l’arma del delitto». «Non possiamo chiudere questa vicenda, – aggiunge ancora il legale – senza sapere chi ha fatto trovare questa cartuccia». Da qui la richiesta di opposizione all’archiviazione. Il gip Silvia Romeo ha ammesso l’opposizione e fissato l’udienza.

All’appuntamento ci sarà quasi certamente la figlia di Nadine Mauriot: «Lei vuole venire in tutti i modi – dice l’avvocato –, ma purtroppo non sta bene, se non potrà esserci verrà un suo rappresentante». La persona di fiducia potrebbe essere Salvatore Maugeri, amico d’infanzia di Michel Kraveichvili.

L’inchiesta è una costola di quella, più ampia, che ha visto indagati l’ex legionario pratese Giampiero Vigilanti e il medico in pensione Francesco Caccamo, originario del Mugello. Il 28 gennaio scorso il procuratore facente funzioni di Firenze Luca Turco, e la pm Beatrice Giunti hanno respinto la richiesta di riaprire le indagini, presentata nell’aprile dell’anno scorso dagli avvocati Antonio Mazzeo, Valter Biscotti e Vieri Adriani.


 

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